Rinuncia ai dividendi deliberati: l’Agenzia chiarisce il trattamento fiscale
Con la Risposta n. 182/2025, l’Agenzia delle Entrate interviene su un tema di grande interesse per le societĆ di capitali: la rinuncia dei soci persone fisiche ai dividendi giĆ deliberati ma non ancora riscossi.
Il caso
L’assemblea di una S.r.l. delibera la distribuzione degli utili.
La societĆ paga solo una parte dei dividendi deliberati; successivamente i soci, persone fisiche non imprenditori, rinunciano al credito residuo con l’obiettivo di rafforzare il patrimonio della societĆ .
Il chiarimento dell’Agenzia
L’Agenzia delle Entrate precisa che la rinuncia ai crediti per dividendi da parte di soci persone fisiche non imprenditori non genera una sopravvenienza attiva imponibile in capo alla societĆ , poichĆ© il valore fiscale del credito coincide con il suo valore nominale.
Si tratta di una precisazione importante per tutte le societĆ che, per esigenze finanziarie o di patrimonializzazione, intendono rinviare o rinunciare alla distribuzione degli utili giĆ deliberati.
Ma attenzione: la ritenuta del 26% resta dovuta
L’aspetto più rilevante della risposta riguarda però il trattamento dei soci.
Secondo l’Agenzia, una volta che l’assemblea ha deliberato la distribuzione degli utili, nasce un vero e proprio diritto di credito in capo ai soci.
La successiva rinuncia non elimina gli effetti fiscali della delibera: i dividendi si considerano giuridicamente incassati e devono quindi essere assoggettati alla ritenuta a titolo d’imposta del 26% prevista dall’articolo 27 del DPR n. 600/1973.
Considerazioni operative
Questa risposta conferma un principio di grande rilevanza pratica:
- la rinuncia ai dividendi non produce una sopravvenienza attiva imponibile per la societĆ ;
- tuttavia non evita la tassazione del dividendo in capo al socio, poichƩ il credito nasce con la delibera assembleare.
Per questo motivo, quando l’obiettivo ĆØ patrimonializzare la societĆ , ĆØ fondamentale valutare attentamente il momento in cui assumere le decisioni assembleari. In molti casi può essere più conveniente non deliberare affatto la distribuzione degli utili oppure adottare strumenti alternativi di rafforzamento patrimoniale, evitando conseguenze fiscali non desiderate.
Una corretta pianificazione societaria può fare la differenza tra una scelta fiscalmente efficiente e un inutile aggravio d’imposta.







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