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Iva al 25 % nel 2018 un aumento che non è possibile evitare

Iva al 25%, nel 2018? Sembra ormai quasi impossibile da evitare: l’incremento dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) che incide sui consumi determinerà un’ennesima stangata sull’economia dell’Italia. Istituita dal D.P.R. 26/10/1972 n. 633, è un’imposta indiretta, in quanto colpisce gli scambi di beni e prestazioni di servizi ed è un’imposta proporzionale, in quanto viene computata mediante l’applicazione di aliquote che non variano con il mutare della base imponibile. Il conseguente aumento dei prezzi al consumo potrebbe essere tale da disincentivare chiunque all’acquisto di molti beni d’uso quotidiano.

L’obiettivo principale è quello di portare ad una minore sperequazione e quindi minore diseguaglianza fiscale. L’IVA (acronimo di Imposta sul Valore Aggiunto) è un’imposta indiretta sui consumi che si applica alla cessione di beni e alle prestazioni di servizi effettuate nell’esercizio delle imprese, arti e professioni nel territorio dello Stato dai titolari di partita IVA e grava solo sul consumatore finale. Con la Legge di Bilancio 2017 è stato sancito il congelamento dell’Iva anche per il 2017 ma, per il prossimo anno, si potrebbe avere una sorpresa sull’inevitabile incremento dell’IVA e a farne le spese saranno maggiormente i contribuenti, cittadini e le imprese che dovranno esborsare maggiori soldi e fare fronte prezzi inevitabilmente esosi, con la conseguenza di un calo dei consumi che, negli ultimi tempi, erano tornati a crescere, seppure “timidamente”.

Probabilmente, già da questo anno, bisognerà abituarsi all’idea di un ulteriore aumento dell’aliquota Iva che, già quattro anni fa ha subito un incremento passando dal 21% all’attuale 22%. Ma è proprio indispensabile aumentare l’IVA? L’aumento delle aliquote è previsto sulla base delle clausole di salvaguardia, secondo quanto è stato introdotto nell’anno 2011 dal Governo Berlusconi, prevedendo l’aumento automatico dell’Iva nel caso in cui lo Stato non sia in grado di reperire le risorse economiche e finanziarie necessarie per coprire le spese. Si tratta, in pratica, dello strumento attraverso il quale si cerca di salvaguardare i vincoli di bilancio nel quadro delineato dall’Unione europea.

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