Inflazione, lāIstat emana dati preoccupanti e Draghi interviene
Inflazione, altri problemi in vista, con la crescita che ĆØ sempre ferma. Tutto questo ĆØ stato affermato da Matteo Draghi, il Presidente della Bce che si ĆØ lamentato di un continuo progresso lento anche troppo da dover rimettere mano nel prossimo mese di marzo al Qe, avvertendo però che senza le dovute riforme da parte dei Paesi dellāEurozona, la situazione potrebbe precipitare e il suo intervento sarebbe inutile.
Lāinflazione a rilento ĆØ anche sottolineata da unāindagine dellāIstat uscita nella giornata di ieri con dei dati davvero allarmanti. Lāinflazione ha segnato lo scorso gennaio in Italia il calo dello 0,2% mensile che si traduce in un aumento della percentuale pari allo 0,3% annuale. Il lieve rialzo ĆØ determinato dallāindice dei prezzi al consumo e questo ĆØ spiegato anche dallāistituto di ricerca con il ridimensionamento della flessione dei beni energetici non regolamentati scesa dellā8,7% e allāinversione della tendenza dei prezzi dei servizi di trasporto scesa fino alla percentuale pari dellā1,7% Il rallentamento della crescita ĆØ dovuta anche allo stop dellāaumento degli alimentari non lavorati, visto il calo netto fino alla percentuale pari del 2,3%. Il ribasso mensile dellāindice generale ĆØ dovuto anche alla diminuzione dei prezzi dei beni energetici che sono in calo del meno 2,4%. Lāinflazione, acquista per questo 2016 la percentuale pari al meno 0,4% e a seguito di unāaccelerazione della stessa inflazione la percentuale sui prezzi dei beni ĆØ salite dello 0,1%. Tutto questo ĆØ un dominio importante e il Pil continua andare al rilento, fattore non certo positivo che lo stesso istat sottolinea. LāInflazione a rilento fa scendere anche il potere dāacquisto dei redditi e se si dovessero fare delle previsioni su un improbabile aumento globale della crescita in Italia, tutto questo potrebbe accadere nel lontano 2024. Da segnalare che 10 grandi cittĆ italiane hanno mostrato nello scorso gennaio un indice prezzi al consumo fermo o in continua diminuzione: Milano, Firenze, Perugia, Palermo, Reggio Calabria e Ravenna tra le principali.









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