Danno emergente, lucro cessante, danno futuro. Esempio pratico di risarcimento in edilizia..

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Proforma di perizia di danno emergente, lucro cessante, danno futuro subito da terzi.

Il nostro proforma di perizia di danno emergente, lucro cessante e danno futuro, realmente redatto per una impresa che aveva subito un sequestro di cantiere per causa di denuncia di terzi, vi sarà strumento «validissimo per impiantare la vostra perizia di specie», anche perché contiene esempio pratico, che delinea le logiche attraverso le quali determinare il “valore” del danno.

E’ il caso del comportamento di terzi che con proprie e illegittime azioni causano l’interruzione del ciclo economico di una impresa. Tali tipologia di danni economici, quando dimostrati nel corso di un contenzioso, costituiscono diritto al risarcimento con sentenza del giudice in via equitativa. Da poco tempo accanto al «danno emergente»  e il «lucro cessante» recente giurisprudenza ha dato rilevanza anche al «danno futuro» o perdita di chance economica, anch’essa oggetto di risarcimento.

Cenni  danno emergente – lucro cessante – danno futuro.

Vedremo come costruire una perizia di parte – a favore di una impresa di costruzioni – per richiedere a terzi il risarcimento del danno economico “subito”, per causa del comportamento illegittimo di terzi, quantificabile in danno danno emergente, lucro cessante, danno futuro o perdita di chance, al fine di ottenerne il risarcimento.

 

Prendiamo spunto dal precedente articolo per fare un piccolo cenno sulle differenze esistenti tra il danno emergente, il lucro cessante e il danno futuro o perdita di chance, ai fini della possibilità di ottenere dal giudice il risarcimento dei danni subiti a carico di terzi.

Tutte le tre tipologie di danno economico subito sono teoricamente risarcibili dal giudice, alcuni con determinazione del quantum in maniera precisa (come il danno emergente patrimoniale) altri mediante valutazione equitativa del giudice medesimo.

Danno emergente:

Il danno emergente riguarda la valutazione economica della perdita patrimoniale subita dal ricorrente per causa di un terzo, ai fini della richiesta di risarcimento. Esso è quantificabile in maniera precisa, in relazione alla riduzione del patrimonio del ricorrente.

Lucro cessante:

Il lucro cessante invece riguarda il reddito non conseguibile a causa del comportamento illegale di terzi. A differenza del danno emergente il lucro cessante fa riferimento ad una situazione futura e non attuale. La sua valorizzazione ai fini del risarcimento attiene alla mancata “ricchezza futura non conseguibile” dal ricorrente per causa del comportamento dannoso tenuto da terzi. Chiaramente, ai fini del “risarcimento”, la sua quantificazione monetaria ( a differenza del danno emergente) è solo prevedibile … E  per ottenerne un «indennizzo» sarà necessario provarne con ragionevole certezza il suo accadimento.

Danno futuro o perdita di chance:

Il danno futuro o perdita di chance è anch’esso suscettibile di valutazione economica ( come da  filone giurisprudenziale [cass. Sez. Iii 26 ott. 1968]). Muove da criteri analoghi a quelli utilizzati per l’individuazione del danno emergente e del lucro cessante ma si fonda «su una pura e semplice eventualità, supportata però, da una situazione obiettiva ed inevitabile, che trae origine da una causa efficiente già in atto».


Esempio di danno economico oggetto di risarcimento:

Un’impresa di costruzioni aveva in corso dei lavori di edificazione di 10 unità abitative.

I confinanti del terreno edificatorio (ingiustamente) denunciavano presunti «abusi edilizi» perpetrati dalla società immobiliare. L’autorità giudiziaria di conseguenza sequestra il cantiere e vieta la prosecuzione dei lavori. L’impresa, che aveva già ricevuto acconti dai futuri acquirenti con la sottoscrizione di un preliminare di vendita di immobile veniva costretta a rescindere ogni compromesso.

Ma dopo qualche anno l’imprenditore aveva ottenuto la sentenza favorevole per la non sussistenza di abusi edilizi che gli erano stati addebitati dai terzi confinanti oltre alla condanna al risarcimento del danno a carico dei confinanti.

Ma nel quantizzare il danno economico come il danno emergente, lucro cessante e danno futuro bisogna costruire dei bilanci previsionali considerando il danno non cagionato contro il danno cagionato e rilevarne la differenza economica e patrimoniale subita dall’impresa ricorrente.

Intanto, il valore di mercato degli immobili era diminuito notevolmente per causa della crisi finanziaria e il prezzo praticato nei preliminari di vendita – stipulati prima del ricorso –  e rescissi dopo il sequestro del cantiere, ormai non era più applicabili a nuovi potenziali clienti.

Il risarcimento che in questo caso l’impresa edile potrà richiedere ai confinanti può riferirsi a tutte le tre tipologie di danno:

1) In primis trattasi di  danno emergente patrimoniale «in quanto diminuzione del patrimonio non più recuperabile». Si pensi ad esempio agli interessi passivi dovuti sui finanziamenti bancari occorsi per la costruzione, alla svalutazione monetaria e «al deprezzamento naturale degli immobili e ad altri fattori negativi e quantificabili con certezza, dovuti alla sospensione dei lavori edificatori».

2) Trattasi però anche di lucro cessante: per la differenza negativa tra il prezzo di vendita pattuito con i promissari acquirenti (prima del sequestro) ed il minor prezzo praticabile dopo la sentenza favorevole, notevolmente minori (da dimostrare in perizia) rispetto a prima. 

3) Perdita di chance o danno futuro. 

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Con l’edificazione e la vendita degli immobili nei tempi previsti “non si sarebbe interrotto il ciclo produttivo dell’azienda”.

Infatti se l’impresa avesse completato la prima operazione immobiliare “senza aver subito il sequestro innescato da terzi” poteva effettuare (con il ricavato) un altro progetto edificatorio, acquistando ad esempio un nuovo terreno edificabile.

Dopo l’evento dannoso cagionato dai confinanti (che ha traslato di anni l’operazione di vendita immobiliare) l’altro terreno acquistabile, nel frattempo era già stato venduto.

Per la dinamica “dell’inferenza economica” questa situazione sostanzia “un danno futuro” non più recuperabile. Quindi un danno patrimoniale permanente risarcibile dal giudice in via  equitativa.  Esso si fonda, come detto sopra,  “su una semplice eventualità”, supportata però, da una situazione obiettiva ed inevitabile, che trae origine da una causa efficiente già in atto. Anche il danno futuro è un danno patrimoniale come il danno emergente ma il danno futuro è anche configurabile come perdita di reddito ossia come lucro cessante per effetto della inevitabile riduzione della futura potenzialità reddituale dell’impresa.

Il nostro proforma di perizia di danno emergente lucro cessante danno futuro.

Il nostro proforma di perizia di danno emergente, lucro cessante e danno futuro, realizzato per una impresa di costruzioni (che aveva ingiustamente subito il sequestro del proprio cantiere edile) potrà guidarvi nel procedimento logico al fine di estendere una perizia per danni, precisa e puntuale dove la quantificazione del danno determinata dal perito sarà assolutamente verosimile alla realtà. Dovere infatti dell’estimatore è la quantificazione corretta e realistica della perdita economica del ricorrente.

Nel nostro proforma di perizia troverete le migliore sentenze che liquidano sia il danno futuro che il lucro cessante oltre al danno emergente.

Insomma un valido strumento per poter partire nella vostra complessa attività periziale e allegare al ricorso giudiziario una relazione che il giudice dovrà tener conto per forza di cose.

Il proforma qui scaricabile è frutto del lavoro di mesi, tra costruzione logica e quantificazione del valore dei danni subiti dal cliente.

Riteniamo quindi che partendo da questo form (reale) potrete recuperare molto tempo nella impostazione della vostra perizia di fattispecie e per qualsiasi tipologia di attività, potendovi attenere alle motivazioni contenute nel proforma e nella struttura della perizia, oltre alle migliore sentenze già inserite che hanno per oggetto la quantificazione del risarcimento economico a cui condannare il terzo nei confronti del danneggiato.

Ma vi sarà anche di aiuto per ricordare altre situazioni dannose riferita al comportamento terzo,  a cui non si era pensato prima. 

Un esempio su tutti il costo dell’immobilizzazione e dei maggiori interessi passivi per l’invenduto.

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