Web tax, Francia e USA sulla “buona strada”. Le Maire: obiettivo entro 2020

21 gennaio 2020

(Teleborsa) – Francia e USA sono “sulla buona strada” per il raggiungimento di un’intesa sulla Web tax, questione al centro di una disputa fra i due Paesi dopo che Parigi lo scorso luglio ha approvato una digital tax sui colossi di Internet.
Sulla Web tax “siamo sulla buona strada, Macron e Trump hanno dato una spinta importante ad un accordo e spero si farà entro il 2020“, ha detto il Ministro francese dell’Economia Bruno Le Maire a margine dell’Ecofin di Bruxelles, che affronterà il tema. La posizione della Ue è favorevole a una tassazione a livello internazionale sui giganti digitali ed è pronta a incoraggiare iniziative europee in questa direzione.
Le Maire ha riferito che Francia e USA stanno negoziando “giorno e notte” e che lui stesso incontrerà il segretario al Tesoro americano Steve Mnuchin domani al World Economic Forum di Davos, “per cercare un accordo definitivo”.
L’obiettivo per il responsabile dell’Economia francese è arrivare a una “tassazione equa delle attività digitali”. Punto di arrivo condiviso da Washington, con il Presidente USA Donald Trump che conferma l’utilità di “un buon accordo per evitare l’escalation delle tariffe”. Lo stesso Trump in un tweet ha definito “eccellente” la posizione espressa dal presidente francese Emmanuel Macron che ha annunciato che sulla web tax lavoreranno “insieme” all’Amministrazione americana.
Nei giorni scorsi, alla vigilia dell World Economic Forum, la disputa era tornata a infiammarsi. Le Maire aveva fatto pressioni sul governo statunitense per ottenere dalla controparte americana l’impegno sulla riforma fiscale internazionale su cui l’OCSE ha raggiunto un primo accordo. Infatti, senza una digital tax condivisa globalmente, gli Stati Uniti – aveva avvertito il ministro francese – rischiano una proliferazione di tasse nazionali sui colossi digitali. Secondo quanto affermato da Le Maire un’intesa in ambito Ocse è quasi pronta e spetta adesso a Trump compiere il passo decisivo perché si raggiunga un compromesso.
La digital tax introdotta da Parigi prevede che sulle grandi aziende del web si applichi un’aliquota del 3% sui ricavi superiori ai 750 milioni di euro. Trump ha finora risposto negativamente, arrivando a minacciare l’applicazione di pesanti dazi sui prodotti francesi esportati negli Usa.

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