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Voucher, quanto serve il Referendum?

Voucher, data ancora da fissare per il Referendum richiesto dalla Cgil

Voucher, il Referendum serve? La Cgil preme per la data relativa al Referendum che andrebbe a toccare tra i cittadini italiani (ormai abituati  votare solo per questi sì o no) un argomento molto importante. Ma che cosa serve questo Referendum? Semplicemente per riportare i voucher alla funzione originaria evitando così tutti gli abusi accusati negli ultimi anni.

Il Governo si oppone in parte e mentre la Cgil spinge per il giudizio popolare, chi siede a Palazzo Chigi prova a trovare una soluzione diversa: da una parte la Camera che sta pensando all’idea di formare la sintesi dalla Commissione al Lavoro, dall’altra il Senato con che chiede si torni integralmente alla Legge Biagi. Chi la spunterà?

Il Referendum. La prima ipotesi per la questione voucher riguarda il classico Referendum che ormai gli italiani sono abituati ad affrontare. Il quesito relativo all’abrogazione della legge sui voucher è stato proposto dalla Cgil insieme a tutte le modifiche applicate sull’Articolo 18 della Costituzione Italiana per lo Statuto del Lavoratore (non ammesso) e a quello che amplia la responsabilità dei committenti nella legge sugli appalti (ammesso). Il Governo sta valutando e deve ancora fissare la data di questo Referendum, indecisione tra il 15 aprile e il 15 giugno.

La proposta. Il Presidente della Commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano (esponente PD), prima che il Referendum prendesse il via libera, aveva avviato una complicata relazione di sintesi delle numerose proposte in Parlamento da parte di tutti i partiti (PD, M5S e Forza Italia su tutti) e il risultato è andato molto vicino all’abrogazione della Legge chiesta proprio dalla Cgil e di questo ne è redattrice Patrizia Maestri (esponente PD).

L’uso dei voucher andrebbe limitato alle famiglie, a lavori come baby sitting e cura del giardino con un tetto di 5.000 euro l’anno per lavoratore (attualmente sono 7.000) e quindi in diminuzione di 2.000 euro.

Ultima parola alla Cassazione. L’ultimo credo sul Referendum relativo ai voucher, spetta però alla Cassazione, se una delle leggi messe sul tavolo venisse approvata dal Parlamento. La Corte di Cassazione giudicherà se la legge abroga per la normativa di voucher e in quel caso il Referendum non sarebbe fatto.

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giuseppe merola

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