Sell-off globale: i mercati tornano al 2022
Petrolio in forte rialzo, pressione sui bond e indici azionari in calo, oro in laterale. Nasdaq e big tech limitano i danni.
Cosa รจ successo nellโultima seduta della settimana scorsa
La giornata di venerdรฌ 6 marzo 2026 si รจ chiusa con RITRACCIAMENTI IN SHORT su tutti i principali mercati azionari.ย La pressione in vendita si รจ accentuata nelle ultime ore della seduta.
Il dato sui NFP ossia sulle assunzioni escluso quelle agricole ha contribuito ad alimentare lโincertezza sul futuro prossimo . La prima lettura ha evidenziato circa 92.000 posti di lavoro in meno, con riduzioni concentrate soprattutto nel settore sanitario e nel comparto pubblico.
Tuttavia unโanalisi piรน approfondita dei dati suggerisce un quadro meno drammatico:
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le retribuzioni continuano a crescere,
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le ore lavorate non mostrano un crollo significativo.
Questo potrebbe indicare piรน un riassetto settoriale che un vero e proprio deterioramento del mercato del lavoro. Nonostante ciรฒ, i mercati hanno reagito immediatamente con vendite.
Il perno รจ stato il petrolio
Il fattore dominante della giornata รจ stato il petrolio. Durante la notte il prezzo del greggio ha superato quota 97 dollari arrivando rapidamente fino a 120 dollari prima di ritracciare.
Secondo indiscrezioni riportate dal Financial Times, i paesi del G7 avrebbero discusso un possibile rilascio di riserve strategiche di petrolio per contenere il rialzo dei prezzi.
Questa notizia ha provocato un rapido calo del prezzo del greggio nella mattinata europea, con una discesa da circa 113 a 100 dollari.
Se dovesse arrivare una conferma ufficiale dellโintervento, il petrolio potrebbe scendere ulteriormente verso 95-90 dollari, favorendo un rimbalzo di bond e mercati azionari.
Il rischio di uno scenario simile al 2022
Con il petrolio su livelli elevati, il tema dellโinflazione torna centrale.
In uno scenario di energia cara:
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le banche centrali hanno meno margine per tagliare i tassi,
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i rendimenti obbligazionari restano elevati,
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le valutazioni azionarie vengono compresse.
Questo รจ esattamente ciรฒ che accadde nel 2022, quando molte asset class scesero contemporaneamente. In quel contesto lโunico vero vincitore fu il dollaro statunitense.
Rotazione settoriale nei mercati azionari
La seduta ha evidenziato una rotazione molto chiara tra i settori.
Tra quelli che stanno mostrando maggiore resilienza troviamo:
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energia (titoli come Chevron ed ExxonMobil),
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healthcare,
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beni di consumo difensivi.
Al contrario, il settore bancario รจ tornato sotto pressione anche a seguito della decisione di BlackRock di limitare i rimborsi su alcuni fondi di private equity e private credit.
Il Russell 2000, composto da societร piรน indebitate e sensibili ai tassi, ha registrato perdite superiori al 2,7%, contro cali piรน contenuti per il Nasdaq.
Le prospettive per la giornata
Il quadro generale resta caratterizzato da elevata volatilitร .
Secondo alcune analisi di Morgan Stanley, con il petrolio sopra i 90 dollari il contesto macro rimane simile a quello del 2022. Se i prezzi dovessero stabilizzarsi sopra 100 dollari, il rischio di una recessione globale aumenterebbe.
In uno scenario del genere:
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lโAsia potrebbe essere la prima area a rallentare,
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lโEuropa resterebbe particolarmente vulnerabile,
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gli Stati Uniti sarebbero relativamente piรน protetti grazie alle proprie riserve energetiche.
Criptovalute e oro
Anche gli altri asset risentono della forza del dollaro.
Bitcoin rimane sensibile alla dinamica della valuta statunitense, con lโarea dei 65.000 dollari considerata un supporto importante nel breve periodo.
Lโoro si trova invece in una fase di consolidamento:
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beneficia delle tensioni inflazionistiche,
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ma รจ penalizzato dal dollaro forte e dallโassenza di tagli ai tassi.
Nel caso di una recessione legata al caro petrolio, alcuni analisti ritengono possibile un forte rialzo del metallo prezioso nel medio periodo.
Europa sotto pressione
I mercati europei appaiono piรน fragili rispetto a quelli statunitensi.
LโEurostoxx ha giร perso il supporto della media mobile a 200 giorni e potrebbe scendere verso area 5.350-5.200. Anche il DAX mostra una struttura tecnica debole.
Sul mercato valutario, il cambio EUR/USD continua a muoversi nel range laterale degli ultimi mesi tra 1,15 e 1,1850, con un orientamento di fondo ancora favorevole al dollaro.
Fonte: Swisscapitalschool.com
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