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Perché i bonus non sono sufficienti.

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#pinomerola

L’erogazione dei vari bonus sia a fondo perduto sia a tasso agevolato per le imprese italiane, che hanno subito il lockdown a causa del covid, sono assolutamente insufficienti ai fini del galleggiamento delle imprese italiane.

O meglio, non sono sufficienti per coloro che onesti, hanno fatto sempre il loro dovere di buoni contribuenti, e anche adesso si aspettano un giusto rimborso degli utili persi.

L’esecutivo, ha varato una miriade di manovre e manovrine per reintegrare imprese e famiglie italiane dalle perdite subite, ha speso vari miliardi per i famosi 600 euro, per il decreto liquidità, per la cassa integrazione  e per bonus di tutti i tipi.

Ma questo non basta.

Non basta perchè diversamente non si spiegherebbero le manifestazioni anche violente nelle piazze italiane, nelle ultime uscite del Governo, che ha additato le attività di ristorazione come le attività dove il covid ha piu’ possibilità di aumentare i contagi.

Il problema, non risolto è che la REINTEGRAZIONE DELLE PERDITE DA LUCRO CESSANTE, che si erogano alle imprese sono a misura troppo lineare, non equa, non giusta; motivo per il quale, chi non avrebbe dovuto ricevere nulla, ha ricevuto di piu’ di chi invece ha avuto perdite reali e importanti.

Non bastano documentazione, dichiarazioni, isee, ricavi, costi SU CARTA PER STABILIRE CHI HA EFFETTIVAMENTE BISOGNO IN QUESTO MOMENTO DI UN AIUTO VERO PER NON CHIUDERE (lasciando stare per un attimo il suo comportamento commerciale pregresso).

I funzionari DELL’INPS, DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE, DELLA FINANZA, dovrebbero visitare di persona le aziende che hanno chiesto rimborso e contributi, dovrebbero verificare la situazione effettiva di ogni singola azienda e famiglia per stabilire l’effettivo ristoro cui ha diritto.

Solo con uno pseudo-contraddittorio tra amministrazione e contribuente o famiglia, lo Stato potrebbe capire qual’è il bisogno delle imprese che hanno subito il covid e il lockdown per potere andare avanti.

Solo con ispezioni e incontri si potrebbe verificare quali lavoratori hanno diritto alla cassa integrazione, e quali hanno risparmi e possibilità per poter aspettare l’aiuto di Stato, rispetto ad altri che invece  aspettare non possono. Questo per stabilire delle priorità almeno temporali in cui lo Stato ha il dovere di intervenire verso un singolo padre di famiglia, verso una singola azienda, ossia conoscendone vita morte e miracoli, attraverso FUNZIONARI CHE OGGI STANNO IN SMART WORKING ANNOIATAMENTE….

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