NATO abbatte un missile diretto verso la Turchia: tensione altissima, cresce il rischio di allargamento del conflitto
La situazione internazionale si fa sempre più delicata. Nelle ultime ore un missile lanciato dall’Iran e diretto verso la Turchia sarebbe stato abbattuto dai sistemi di difesa della NATO prima che potesse colpire il territorio turco.
Secondo le prime informazioni, alcuni detriti sarebbero caduti nella zona sud della Turchia, ma al momento non si segnalano vittime. L’episodio però è molto grave, perchè coinvolge direttamente un Paese membro della NATO e fa salire ancora di più la tensione già altissima in Medio Oriente.
Il punto centrale è proprio questo: quando un missile entra nello spazio aereo di uno Stato NATO, il rischio di errore di calcolo aumenta enormemente. E in questa fase storica basta pochissimo per far degenerare una crisi regionale in qualcosa di molto più ampio.
Negli ultimi mesi infatti abbiamo visto un susseguirsi di attacchi, rappresaglie, raid e lanci di missili tra Iran, Israele, area del Golfo e altri attori regionali, con il timore sempre più forte che il conflitto possa sfuggire di mano. Anche perchè ormai il diritto internazionale sembra essere sempre meno rispettato e le grandi potenze si muovono spesso secondo logiche di forza.
Molti osservatori ritengono che al momento non si sia ancora in presenza di un conflitto mondiale, ma il rischio di una forte escalation è reale. Un conto infatti è uno scontro limitato nell’area mediorientale, un altro è il coinvolgimento diretto di NATO, Stati Uniti, Russia o altre potenze.
Anche i mercati stanno iniziando a scontare questa tensione: oro in tensione, petrolio osservato speciale, borse nervose, in un clima che ricorda per certi aspetti le fasi più tese degli ultimi anni.
La sensazione è che il quadro sia molto fragile e che i prossimi giorni saranno decisivi per capire se prevarrà la linea della de-escalation oppure se assisteremo a nuovi attacchi con conseguenze ancora più pesanti.






