Interrogazione parlamentare per rendere accessibili i bonus anche ai contribuenti incapienti

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a firma di Giuseppe Merola commercialista – revisore contabile

Cessione del credito: proposta di reintroduzione per rilanciare l’edilizia

Negli ultimi anni il sistema degli incentivi edilizi è stato profondamente modificato. La riduzione del Superbonus 110% ha rappresentato una scelta necessaria per contenere i costi pubblici e limitare fenomeni fraudolenti.

Tuttavia, insieme alla riduzione delle aliquote, è stata sostanzialmente eliminata anche la possibilità di cessione del credito e di sconto in fattura per la generalità dei bonus edilizi.

Questo ha generato una conseguenza concreta: molti contribuenti non riescono più a utilizzare i bonus edilizi, pur avendone diritto.

Bonus edilizi e cessione del credito: il problema attuale

Oggi il problema non riguarda soltanto l’esistenza delle agevolazioni fiscali, ma la loro effettiva fruibilità. In particolare risultano penalizzati:

  • pensionati con redditi bassi;
  • famiglie con limitata capienza fiscale;
  • proprietari di immobili da ristrutturare;
  • contribuenti incapienti;
  • immobili situati in aree economicamente fragili.

In tutte queste situazioni, la detrazione fiscale spalmata in 10 anni diventa spesso inutilizzabile. Senza cessione del credito, chi non ha imposta sufficiente da detrarre finisce per rinunciare ai lavori.

Cessione del credito e rilancio dell’edilizia

La limitazione della cedibilità del credito ha inciso direttamente sul numero degli interventi edilizi. Le principali conseguenze sono sotto gli occhi di tutti:

  • riduzione delle ristrutturazioni;
  • rallentamento del settore edilizio;
  • diminuzione della manutenzione degli immobili;
  • perdita di opportunità di lavoro per imprese e professionisti;
  • rinvio degli interventi di sicurezza e riqualificazione.

Il settore delle costruzioni rappresenta uno dei principali motori dell’economia nazionale. Bloccare la liquidità dei bonus significa ridurre investimenti diffusi, fermare i cantieri e rallentare l’intera filiera.

Interrogazione parlamentare sulla cessione del credito

Per questo motivo è stata formulata una proposta di intervento normativo attraverso una interrogazione parlamentare finalizzata a valutare la reintroduzione della cessione del credito per i bonus edilizi ordinari.

L’obiettivo non è ripristinare incentivi eccessivi, ma rendere le agevolazioni fiscali realmente accessibili anche ai contribuenti con scarsa liquidità o limitata capienza fiscale.

Proposta di reintroduzione della cessione del credito

La proposta prevede una reintroduzione della cedibilità del credito con limiti chiari e controlli rigorosi, così da evitare gli errori del passato.

In particolare, si propone:

  • applicazione della cessione del credito solo ai bonus edilizi ordinari;
  • esclusione di incentivi con aliquote eccessivamente elevate;
  • controlli preventivi obbligatori;
  • tracciabilità completa delle operazioni;
  • responsabilità rafforzata per professionisti e imprese.

Controlli antifrode sui bonus edilizi

Per evitare il ripetersi delle criticità emerse durante la stagione del Superbonus, la proposta prevede un sistema di controlli preventivi strutturato.

Sono previsti:

  • visto di conformità fiscale obbligatorio;
  • asseverazione tecnica sulla congruità dei costi;
  • verifica del titolo edilizio;
  • tracciabilità integrale dei pagamenti;
  • possibilità di sospensione preventiva dei crediti sospetti.

Questo modello consentirebbe di conciliare due esigenze fondamentali: prevenzione delle frodi e accessibilità reale delle agevolazioni.

Perché la cessione del credito è decisiva per i contribuenti incapienti

Il vero nodo del sistema attuale non è l’esistenza del bonus, ma la sua fruibilità. Chi non ha capienza fiscale sufficiente non riesce a recuperare la detrazione e quindi rinuncia ai lavori.

La cessione del credito, invece, consente di:

  • trasformare la detrazione in liquidità immediata;
  • rendere possibile la ristrutturazione degli immobili;
  • sostenere la manutenzione del patrimonio edilizio;
  • favorire la sicurezza degli edifici;
  • ridurre il degrado urbano.

Una riforma per rilanciare l’economia reale

La proposta mira a un equilibrio tra sviluppo economico e sostenibilità finanziaria. Non si tratta di aumentare gli incentivi, ma di rendere quelli esistenti realmente utilizzabili.

Un sistema di cessione del credito controllata può:

  • aumentare il numero di interventi edilizi;
  • sostenere l’occupazione;
  • favorire la crescita economica;
  • migliorare la qualità del patrimonio immobiliare;
  • rendere i bonus edilizi più equi e accessibili.

Conclusioni

La riduzione del Superbonus 110% è stata una scelta comprensibile sotto il profilo finanziario. Tuttavia, l’eliminazione quasi totale della cessione del credito ha reso le agevolazioni accessibili solo ai contribuenti con adeguata liquidità e capienza fiscale.

Reintrodurre una cessione del credito controllata significa non tornare al passato, ma correggere un errore tecnico che oggi penalizza famiglie, imprese e settore edilizio.

Una riforma equilibrata può rilanciare immediatamente l’edilizia e rendere i bonus realmente accessibili a tutti i cittadini.

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