Da quest’anno i sindaci non potranno ridurre l’aliquota IMU sugli immobili di categoria D, a destinazione produttiva. Le imprese proprietarie non avranno quindi la possibilitĆ di beneficiare, in alcun caso, di riduzioni d’imposta deliberate dal Comune. Eventuali deliberazioni in tal senso saranno nulle per legge.
Questo perchĆØ lo Stato introita l’intera imposta pari all’aliquota standard dello 0,76% su questa categoria catastale. Solo eventuali aumenti (fino all’1,06%) andranno per differenza ai Comuni.
| Foto Indipendenza.com |
Tale disposizione introdotta dall’art. 1 co. 380 della L. 228/2012, permette infatti ai sindaci solo di aumentare dello 0,30% l’IMU su tali immobili ma non di diminuirla, in quanto l’Ente incasserebbe soldi dello Stato.
Quindi lo 0,76% dell’IMU incassata sugli immobili ad uso produttivo – categoria D – non sarĆ più ripartita tra Stato e Comune, ma sarĆ integralmente dovuta alla cassa centrale.
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Per gli altri immobili – diversi da quelli di categoria D – invece l’intero introito fiscale sarĆ di spettanza dei Comuni (come l’IMU pagata su abitazioni, negozi, terreni edificabili, ed in genere ogni categoria di immobili diversi dalla categoria D).
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