⚠️ Nuovo sviluppo significativo – 26 agosto 2026, ore 15:50. Iran e Oman hanno ora raggiunto un accordo sullo Stretto di Hormuz, secondo quanto dichiarato dalle Guardie Rivoluzionarie iraniane. L’intesa definisce la ripartizione delle acque dello Stretto e, soprattutto, la quota dei proventi spettante ai due Paesi. È un passo più concreto rispetto ai semplici negoziati delle ore precedenti.
Ma c’è una condizione decisiva: Teheran afferma che Hormuz non verrà riaperto finché gli Stati Uniti non accetteranno le condizioni dell’accordo. Le Guardie Rivoluzionarie accusano inoltre Washington di avere ostacolato il negoziato. Quindi abbiamo un’intesa Iran-Oman, ma non ancora una riapertura dello Stretto. Il traffico rimane estremamente basso: martedì sono transitate appena 5 navi commerciali, contro una media recente di circa 15.
Non emergono invece nuovi bombardamenti USA sull’Iran né nuovi attacchi contro basi USA/NATO in Europa nelle fonti fresche controllate.
Mercati: per ora prevale la lettura di de-escalation: Brent circa 86,35 $ (-2,5%), WTI 80,39 $ (-2,4%). L’oro sta correggendo a circa 4.618 $ (-0,8%), ma resta vicino ai massimi recenti; le borse globali sono leggermente positive e la discesa del petrolio sta contribuendo anche ad allentare la pressione sui rendimenti obbligazionari. Il dollaro rimane relativamente stabile.
Il punto decisivo adesso è Washington: se gli USA accettassero un compromesso che consentisse realmente la riapertura commerciale di Hormuz, sarebbe probabilmente ribassista per petrolio e oro e positivo per le borse/Treasury. Se invece respingessero le condizioni Iran-Oman, il forte calo odierno del petrolio potrebbe rivelarsi prematuro.







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