Crisi: meglio un’imposta straordinaria sul reddito che IVA ed IMU uguale per ricchi e poveri.

Crisi: meglio un’imposta straordinaria sul reddito che IVA ed IMU uguale per ricchi e poveri.

I tagli lineari e l’aumento delle tasse che colpiscono in egual misura tutti gli italiani, sia ricchi che poveri (e non proporzionalmente rispetto alla propria capacitĆ  reddituale) come IVA, IMU ed accise sui carburanti, non porteranno nulla di buono, solo maggiore povertĆ  senza ritorno.
Se questa Ć© equitĆ” !!! 
Meglio sarebbe stato dire a tutti i cittadini in attivitĆ : 
“Dovrete pagare un’imposta straordinaria del 5% (per due anni) sul vostro reddito complessivo”, in quanto ciò ĆØ necessario per abbassare il debito pubblico e poter risparmiare sugli oneri finanziari causati dallo spread altissimo. 
Ognuno avrebbe pagato quindi il costo della crisi in rapporto alla propria capacitĆ” reddituale e per un periodo limitato.
Si ricorda che il reddito complessivo dichiarato da tutti i contribuenti italani nel 2010 ĆØ stato di 792 miliardi che moltiplicato per il 5% avrebbe portato nelle casse dello stato 39,6 miliardi l’anno, cioĆØ 79,8 miliardi in due anni
Il tutto QUINDI senza aumentare le miriadi di imposte e tasse che hanno costretto alla disperazioni milioni di famiglie.

Nei due anni straordinari che dicevamo, si sarebbbe dovuto sicuramente lavorare anche:
  • per una seria lotta all’evasione;
  • tagliare le varie spese inutili
    dello Stato.

Alla fine di questi due anni di sacrifici (senza AUMENTI delle imposte indirette come IVA ed IMU che colpiscono soprattutto la povera gente e tutte le altre tasse ed accise) …
con le risorse recuperate, tra imposta straordinaria e razionalizzazione della spesa pubblica si sarebbe RAGGIUNTO IL PAREGGIO DI BILANCIO, e ci sarebbe stata la disponibilitĆ  finanziaria per una seria politica economica:

  • con la riduzione della pressione fiscale su dipendenti ed imprese;
  • il conseguente ampliamento del gettito fiscale potendo contare su una maggiore platea di contribuenti che pagano le tasse. 
Gli aumenti che oggi colpiscono tutti indiscriminatamente, ricchi e poveri allo stesso modo, porteranno alla fame le classe piú deboli, che oggi soffrendo economicamente, ed essendo la massa più numeroosa del popolo, costituiscono il primo motivo della recessione in atto.
Insomma non sappiamo se tale ipotesi “sia pura utopia” in termini di reale fattibilitĆ , ma un’idea del genere, limitata a soli due anni, non avrebbe certamente minato la coesione sociale e la produttivitĆ  del Paese.

Vi sembra tanto il 5%? Controllate di quanto Ć© aumentata la pressione fiscale “reale” dal 2010 ad oggi !!! Dal 42 al 47,50 circa… Ma non sarĆ” solo per due anni…
Non ĆØ giusto che l’IMU sia pagata allo stesso modo da un contribuente che ha un reddito di 20.000,00 euro annui ed uno che ne ha invece 100.000.
Non ĆØ giusto che l’IVA al 21% sull’acquisto di servizi o altri beni si abbatta allo stesso modo sui contribuenti milionari e su quelli ridotti alla fame.
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