Mentre l’esecutivo studia , il caro energia mette in ginocchio le famiglie italiane e le imprese.
Secondo le elaborazioni di **Nomisma Energia riportate dal Sole 24 Ore**,Ā in rapporto all’attuale andamento in rialzo dei prezzi energetici come gas energia elettrica e petrolio la spesa
per ogni famiglia potrebbe incidere in aumento del 23%, e per le imprese del 54%.
Attenzione, non ĆØ detto che sulla prossima bolletta avremo aumenti del 23% o del 54%!
E’ una stima della variazione della spesa energetica complessiva che ĆØ in continua salita che prima o poi inciderĆ sulle nostre tasche in maniera silente , piano piano ma ne subiremo il contraccolpo.
IL GAS ĆØ la materia prima che sta salendo molto ed ĆØ la piu importante a livello di incidenza sulle utenze familiari e imprese.
Per settembre, le elaborazioni di Nomisma Energia indicano per le famiglie un costo della materia prima gas di circa **1,37 euro al metro cubo**, contro **1,06 euro** dello stesso periodo del 2025.
Per una famiglia con consumi pari a circa 1.400 metri cubi annui, l’aggravio cumulato nel 2026 viene stimato in circa **429 euro**, pari a un incremento del **29%**.
Anche l’elettricitĆ risente inevitabilmente della crescita del prezzo del gas.
Per settembre viene stimato un costo dell’elettricitĆ di circa **31,93 centesimi per kWh**, contro 28,75 centesimi del settembre 2025.
Su un consumo familiare di 2.700 kWh annui, l’incremento della spesa sarebbe di circa **86 euro**, pari all’11%.
Gas ed elettricitĆ insieme porterebbero quindi il maggiore costo per una famiglia a circa **515 euro nell’anno**.
## Con benzina e gasolio il conto sfiora 877 euro
Ma il problema energetico non si ferma alle bollette.
Considerando anche benzina e gasolio, Nomisma Energia stima un ulteriore aggravio di circa **362 euro annui** per una famiglia che consuma complessivamente 1.000 litri di carburante.
Il maggiore esborso complessivo potrebbe quindi raggiungere circa:
**877 euro in più all’anno per famiglia.**
Una cifra tutt’altro che trascurabile per i bilanci familiari.
## Per le imprese il dato è molto più pesante: +54%
à però sul fronte delle imprese che lo scenario diventa particolarmente preoccupante.
Per settembre le stime indicano:
| Voce | Settembre 2025 | Stima settembre 2026 |
| ———– | ————-: | ——————-: |
| Gas imprese | 0,43 ā¬/mc | 0,71 ā¬/mc |
| ElettricitĆ | 19,44 cent/kWh | 20,72 cent/kWh |
Considerando complessivamente l’andamento dei costi energetici, **l’incremento della spesa per le imprese viene stimato fino al 54% nel 2026**.
Naturalmente l’impatto non sarĆ identico per tutte le aziende.
DipenderĆ dai consumi, dal settore di attivitĆ , dal contratto sottoscritto con il fornitore, dalla presenza di prezzi fissi o indicizzati e soprattutto dall’intensitĆ energetica della produzione.
Per un’azienda manifatturiera, un albergo, un ristorante, un supermercato o un’attivitĆ con elevati consumi di energia, l’impatto può essere molto più significativo rispetto a un’impresa di servizi.
## Il vero problema: il rincaro può trasferirsi sui prezzi
Ed ĆØ questo l’aspetto economico che non deve essere sottovalutato.
Una famiglia che paga di più luce e gas subisce direttamente una riduzione del proprio reddito disponibile.
Un’impresa, invece, davanti a un aumento consistente dell’energia ha sostanzialmente tre possibilitĆ :
**ridurre i propri margini, tagliare altri costi oppure aumentare i prezzi di vendita.**
Ed ĆØ proprio quest’ultima possibilitĆ che rende il nuovo caro energia un problema che riguarda tutti.
L’aumento della bolletta dell’impresa può infatti diventare:
**maggiore costo di produzione ā minore margine ā aumento dei prezzi ā maggiore inflazione.**
Un rincaro energetico del 54%, quindi, non rimane necessariamente confinato nei conti dell’azienda.
Può arrivare indirettamente anche al consumatore attraverso il prezzo del pane, del ristorante, dell’albergo, dei trasporti, dei prodotti industriali e di moltissimi altri beni e servizi.
## Cosa dovrebbero fare adesso le imprese
Per le aziende questo ĆØ il momento di verificare attentamente i propri contratti energetici e, soprattutto, di simulare l’impatto di un aumento dei costi sui conti dei prossimi mesi.
Una semplice simulazione può essere molto utile.
Un’impresa che sostiene **100.000 euro annui di costi energetici**, nell’ipotesi estrema di un incremento effettivo del 54% sulla propria spesa, arriverebbe a sostenere:
**154.000 euro di costi energetici.**
Significherebbe **54.000 euro di maggiori costi**, che andrebbero direttamente a comprimere il margine aziendale se l’impresa non riuscisse a recuperarli attraverso efficienza, risparmio energetico o aumento dei prezzi.
Ć quindi opportuno inserire giĆ adesso il costo dell’energia nei **budget e nei forecast per la seconda parte del 2026**, soprattutto per le imprese maggiormente energivore.
## Possibili nuovi interventi del Governo?
Se le quotazioni dovessero mantenersi sugli attuali livelli, tornerĆ inevitabilmente anche il tema degli interventi pubblici per attenuare il costo dell’energia.
La questione sarà particolarmente delicata per le imprese, perché un aumento così consistente rischierebbe di incidere direttamente sulla competitività del sistema produttivo italiano.
Per il momento, però, parliamo di **stime formulate sulla base dell’attuale andamento dei mercati**.
Ed è questa probabilmente la distinzione più importante: il +54% non è una bolletta già arrivata alle imprese, ma è un segnale che sarebbe altrettanto sbagliato ignorare.
Non servono interventi provvisori ed una tantum …. qui parliamo di un danno considerevole, che andrebbe gestito in maniera permamente, con un tetto di spesa massimo, mentre la eccedenza dovrebbe essere pagata dallo Stato, se non vogliamo far aumentare la povertĆ assoluta, e far fallire diverse imprese.
**RivistaFiscaleWeb.it ā 12 agosto 2026**









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