Nel corso della visita  di Bersani a Berlino, non sarà stato un caso che il leader del Pd si sia dichiarato disponibile ad un’alleanza con la lista Monti.

In questi giorni i mercati finanziari sono stati in fibrillazione e lo spread é ricominciato a salire. Gli investitori sicuramente sono preoccupati dalle piazzate di Grillo, e dalle promesse ataviche di Berlusconi.

Certamente Bersani e Monti insieme danno la sensazione di una maggiore stabilità personale e di una seria competenza, rispetto agli altri competitori.

Insieme potrebbero compensare le mancanze di ognuno: Monti assolutamente inadatto a “sentire le necessitá dei più deboli”‘, Bersani poco incline a sacrificare qualche diritto dei lavoratori.

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Nel caso di una loro alleanza, il nodo da risolvere sarebbe soprattutto la “modifica alla riforma del lavoro” , con Bersani che dovrebbe fare i conti con la Camusso e Vendola.

Probabilmente un futuro governo con Bersani primo ministro e Monti ministro dell’economia, sarebbe il meglio del peggio che ci possiamo augurare, salvati da Grillo e Maroni …  che non é poco.

Sul piano delle catene fiscali però i due sono abbastanza d’accordo:
per loro ogni negozio con la saracinesca alzata produce sicuramente imponibile ed evasione, e questo é assolutamente un “peccato capitale” che entrambi hanno in comune.

Da questo punto di vista soprattutto le piccole imprese, dovrebbero scongiurare una vittoria dei due in alleanza, e augurarsi un’unione di centro destra. Ma al momento, sul piano della credibilità tale  evenienza presenta troppe problematiche.

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