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Ristori-Quater prevederà proroga rottamazione 10 dicembre, acconto imposte irpef, ires, irap e acconto iva.

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Non è neanche stato pubblicato il decreto ristori ter, atteso per domani in gazzetta ufficiale, che già è in rampa di lancio il “ristori quater”.

I contenuti però sembrano più allentanti e interessanti per le imprese italiane in grosse difficoltà a causa del lockdown 2.

Il vice-ministro Castelli infatti ha annunciato che si sta lavorando per:

  1. recuperare i contribuenti decaduti dalle rateizzazioni di ruoli di ex-equitalia;
  2. di sospendere le rate dovute entro il 10 dicembre per la rottamazione “ter” e il saldo e stralcio.
  3. Sospensione generalizzata dei versamenti ordinari come il secondo acconto imposte del 30 novembre (Irpef, Ires e Irap):
  4. Sospensione dei pagamenti di Iva, ritenute e addizionali del 16 dicembre 2020;
  5. Sospensione dell’acconto IVA ritualmente dovuto entro il 27 dicembre 2020.

 

La Sospensione delle rate della rottamazione e del saldo stralcio prevista per il 10 dicembre in due rate unite (quella prorogata del 31 luglio e quella prevista per il 30 novembre), è ancora in forse vista la necessità di reperire le risorse necessarie per colmare il mancato introito statale previsto da parte di Agenzia Entrate Riscossione.

In ogni caso si ritiene, con logica certezza, che la proroga di TALE GRAVOSA SCADENZA DEL 10 DICEMBRE 2020, in riguardo alla rottamazione quater e al saldo e stralcio, visto il divieto di operare per molte micro-imprese, diventi realtà senza ombra di dubbio.

Con la sospensione del patto di stabilità e dei vincoli di bilancio, imposti dai trattati internazionali, a causa del covid, l’esecutivo avrebbe la possibilità di gestire al meglio l’emergenza economica, con il recovery found.

O meglio il covid, dobbiamo dire, che ha aiutato le difficili condizioni di stabilità finanziaria in cui versava il nostro Paese anche prima dell’esplosione della pandemia. La mancanza di idee, e di visione strutturale in merito alle riforme necessarie, sembra che renderanno vano sia il sacrificio in vite umane perse per causa della pandemia che la perdita di tantissime micro e medie aziende che hanno chiuso battenti, non avendo ottenuto la necessaria liquidità per poter galleggiare e sopravvivere, traghettando l’impresa nel periodo post-covid.

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