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Facsimile Memoria contradditorio contro accertamento emesso agenzia entrate.

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Proponiamo un modello vero di memoria per instaurazione contradditorio con pre-accertamento presso l’Ufficio.

Il modello è stato estratto da relazione reale che smonta i punti dell’accertamento molto spesso induttivi.

 


ALL’AGENZIA DELLE ENTRATE

UFFICIO DI ROMA 2

VIA ————– N. —

00100 ROMA

 

Memorie per adesione

 

Dott………………. commercialista – iscritto al n. ……. sez. A dell’Odcec di …………………………… – …. – con studio in ……………… via …………….. pec………………..

 

In forza e per gli effetti della procura speciale, conferita dai soggetti di seguito specificati, con separato atto,  (all. A)

nell’interesse

  • della società ……………………………………………………………………………………. con sede in ………………………………., via……………………………………….. codice fiscale e partita IVA n. ……………………………………., esercente l’attività di ……………………………………………………. cod. attività ………., in riferimento all’avviso di accertamento n. ……………………………………….., notificato il …………. per l’anno 2010, modello Unico/2011 e sul quale è stata prodotta istanza di accertamento con adesione in data 22-2-2015;

Premesso

  • che, gli avvisi di accertamento sopra citati, venivano predisposti, ai sensi dell’art. 39 1° comma lett. d) del D.p.r. 600/1973, previo invito n. ……../2015, notificato il …………, con deposito, presso l’Agenzia delle Entrate …………………………., di tutta la documentazione contabile relativa al periodo d’imposta 2010, effettuato in data ………………………………., e conseguente contraddittorio tra le parti, avvenuto in data ………..;
  • che, l’Ufficio, sia in sede di verifica della documentazione contabile (consegnata dal contribuente) che di contraddittorio, non riscontrava alcun elemento probatorio idoneo a dimostrare presunte evasioni da parte del contribuente;
  • che, nonostante ciò, l’Ufficio, in mancanza di siffatti elementi probatori, provvedeva alla ricostruzione indiretta dei ricavi, con conseguente emissione di avviso di accertamento in base all’art. 39 comma 1 lettera d) del d.p.r. 600/73 e dell’art. 62 sexies della legge 427/1993 ed accertava  una presunta evasione fiscale da imputare alla suddetta società per un ammontare pari a € 99.777,96;
  • che, in base alle citate disposizioni di cui al punto precedente, l’Ufficio esercitava il potere di ricalcolare il reddito prodotto in maniera indiretta, secondo una ricostruzione dell’attività aziendale;
  • che, tale ricalcolo, troverebbe suo fondamento, anche sull’esistenza di gravi incongruenze, tra i ricavi dichiarati fondatamente desumibili dalle caratteristiche e dalle condizioni di esercizio della specifica attività svolta;
  • che, di conseguenza veniva emesso avviso di accertamento, ai sensi dell’art. 39 comma 1 lettera d) del dpr 600/73, ove in una parte della medesima lettera d), dispone che “l’esistenza di attività non dichiarate o la inesistenza di passività dichiarate è desumibile anche sulla base di presunzioni semplici, purché queste siano gravi, precise e concordanti”;
  • che, per quanto è dato rilevare, le motivazioni addotte dall’Ufficio non evidenziano l’esistenza di tali presunzioni, né gravi, né precise nè tantomeno concordanti, come sarà meglio precisato nella presente memoria;
  • che, nel caso specie, opera l’inversione dell’onere della prova, con obbligo per l’Ufficio di provare l’evasione di materia imponibile;
  • che, in mancanza di tali circostanze gravi, precise e concordanti, l’accertamento dell’Ufficio deve ritenersi illegittimo;
  • che, ciò trova riscontro anche nel costante orientamento giurisprudenziale; cfr. per tutte la sentenza la n. 22938/2007 (che si allega con sigla B) laddove emerge che l’accertamento di un maggior reddito determinato con l’applicazione delle percentuali di ricarico medie del settore è da solo insufficiente a determinare l’inversione dell’onere della prova a carico del contribuente;
  • che, l’orientamento seguito con la sentenza citata, con riferimento proprio alle rettifiche del reddito fondate sulle sole medie di ricarico, si inserisce nel solco già aperto dalla pronuncia n. 1452/2007, in base al quale detti valori – qualificati come risultato di una estrapolazione statistica di una pluralità di dati disomogenei – “in nessun caso possono giustificare presunzioni qualificabili come gravi e precise”, da confortare, quindi con altre risultanze, con altri indizi certi che possano ricondurre alla presunta evasione, laddove da un fatto noto si ricostruisce un fatto ignoto;
  • che, secondo il principio sancito da tale sentenza, sussiste l’inversione dell’onere della prova (ai sensi della citata legge spettava al contribuente – che doveva dimostrare la non evasione), che quindi spetta all’Ufficio. Difatti mediante una ricostruzione logica, l’Ufficio ha presunto un fatto ignoto (l’evasione di € 99.777,96), legandolo a varie circostanze note, secondo le esperienze comuni, motivando in tal modo l’avviso di accertamento;
  • che di contro, tali deduzioni non sono né ravvisabili, né riconducibili alla società ………………………., nell’anno oggetto di accertamento; all’uopo, si ricorda che L’Ufficio, dopo aver effettuato il controllo contabile sulla documentazione prodotta dal contribuente, a seguito dell’invito, non ha riscontrato alcun elemento e/o indizio certo di evasione;

tutto ciò premesso, il sottoscritto, nella qualità,

deposita

la memoria de-qua per ottenere l’annullamento degli avvisi di accertamento in epigrafe indicati e ciò per le seguenti

Motivazioni

  1. L’avviso di accertamento elevato a carico della società, da cui sono scaturiti anche gli accertamenti ai fini ires,irap, è basato su una serie di motivazioni che ritengono applicabile l’art. 39 comma 1 lett. d) dpr 600/1973, nonché l’art. 62 sexies della legge 427/1993.

Secondo tale dettato normativo, sarebbe possibile operare la ricostruzione indiretta dei ricavi, mediante l’utilizzo di circostanze gravi, precise e concordanti e, dunque possibile determinare il maggior presunto imponibile in base alla redditività statistica (rispetto al volume d’affari prodotto) di sole n. ____________ aziende con medesimo codice attività (ma diverse attività, ciclo produttivo ed altri importanti elementi rispetto alla società istante e, dunque disomogenea).

Talché l’onere probatorio incombeva a carico del contribuente.

Le presunzioni di cui all’art. 62 sexies l. 427/93 tuttavia possono ritenersi caducate dal citato principio giurisprudenziale e di conseguenza opera l’inversione dell’onere della prova a carico dell’Ufficio.

Sicché l’accertamento operato è da ritenersi illegittimo, atteso che, sia in sede di verifica della documentazione contabile (consegnata dal contribuente) che di contraddittorio, l’ufficio non ha riscontrato alcuna prova concreta di evasione, né indizi certi.  

 

  • Elevata incidenza dei costi sui ricavi per l’anno 2010, prendendo a base il quadro IRAP, mediante la valutazione degli anni 2007-2008-2009-2010.

L’incidenza di tali costi sull’ammontare dei ricavi, con esclusione del costo del personale, non si ritiene possa  essere considerata una circostanza “grave”, “precisa” e “concordante”.

MOTIVI SPECIFICI

…….

– che la società effettivamente non ha evaso nessun RICAVO come anche rilevato dall’Ufficio;

 

………….ALTRO

 

In sintesi, l’Ufficio, non avendo riscontrato indizi ed elementi certi dell’avvenuta evasione, ha fondato l’avviso di accertamento sui poteri che conferisce l’art. 62 sexies l. 427/1993, ed ai sensi dell’art. 39 comma 1 lettera d) ha fondato l’accertamento su presunzioni semplici, assistite, secondo gli accertatori, dai requisiti di gravità, precisione e concordanza, in base al quale dal fatto noto si risale al fatto ignoto (presunto), attraverso un ITER-LOGICO RICOSTRUTTIVO, basato in prevalenza, su dati tratti dall’esperienza comune, che costituiscono il thema probandum dell’Ufficio, vale a dire la ricostruzione logica che costituirebbe una prova dell’evasione e calcolando questa presunta evasione sulla media di redditività su un campione di sole …….. aziende, peraltro disomogenee.

 

Inoltre, nell’invito, il contribuente è stato avvertito che le notizie e i dati non addotti e gli atti, i documenti, i libri ed i registri non esibiti o non trasmessi, in risposta agli inviti degli Uffici, non possono essere presi in considerazione a favore dello stesso ai fini dell’accertamento in sede amministrativa e contenziosa ai sensi dell’art. 32 del d.p.r. 600/73 come integrato dall’art. 25 della legge n. 28/1999.

Pertanto, ci si oppone, a tale disposizione, poiché il citato articolo in una sua parte dispone che “le cause di inutilizzabilità previste dal terzo comma non operano nei confronti del contribuente che depositi in allegato all’atto introduttivo del giudizio in sede contenziosa, ( e quindi si ritiene anche in questa sede), le notizie, i dati i documenti, i libri e i registri, dichiarando contestualmente di non aver potuto adempiere alle richieste degli Uffici per causa a lui non imputabile”.

Quindi ci si riserva, eventualmente nella deprecata ipotesi di contenzioso, di produrre ogni altro atto o fatto non attualmente rinvenuto o consegnato.

In definitiva si chiede l’annullamento integrale dell’ avviso di accertamento, valendo la presente anche come istanza di autotutela, principalmente, per quattro motivi:

  1. non vi è prova e/o indizio certo di evasione in seguito alla verifica contabile effettuata

            dall’Ufficio;

  1. l’iter logico-ricostruttivo, effettuato dall’Ufficio per la determinazione dei ricavi presunti

            ed il thema probandum su cui  poggia l’accertamento, non è supportato da indizi e

            circostanze gravi, precise e concordanti;

  1. il calcolo del maggior ricavo è stato estrapolato in maniera meramente semplicistica;
  2. la giurisprudenza ed in particolare quella richiamata nella presente memoria, ritengono

            illegittimi gli accertamenti de quibus.

Si confida nella piena e corretta attuazione dell’istituto dell’accertamento con adesione e dell’autotutela ai sensi dell’art. 2-quater del D.L. n° 564/1994 ed alla luce del Decreto n° 37/1997 per l’annullamento dell’atto impositivo (infatti mediante l’autotutela l’Ufficio ha il potere di annullare o di revocare l’atto che appaia illegittimo o infondato, al fine di perseguire, come recita tale istituto, i criteri di economicità dell’amministrazione finanziaria)  e per evitare quindi un inutile, duraturo ed antieconomico contenzioso, sia per il contribuente che per l’Ufficio.

 

 

Roma, lì ________________

In fede

 

                                                                                                                      __________________

(Rag Giuseppe Merola)