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Investimenti Sud: come ottenere il credito di imposta dopo il d.direttoriale mise 23 aprile 2018.

CREDITO DI IMPOSTA INVESTIMENTI SUD.
La nuova procedura – dopo l’emissione del decreto direttoriale 23 aprile 2018.
(ndr: una complessità estrema che quasi erode il valore dell’aiuto…..)
Il MISE ha fornito le procedure amministrativo-contabili da seguire per ottenere il credito di imposta sud dopo le novità introdotte dal Dl 243/2016.
Il Ministero dello Sviluppo economico, con Decreto-direttoriale-del-23042018-PON, ha stabilito le regole per l’ammissione alle RISORSE PON DA PARTE DELLE PMI  (PON — Programma operativo nazionale “Imprese e competitività” 2014-2020 Fesr) in relazione al credito di imposta per gli investimenti nel Sud Italia.
Il decreto operativo si è reso necessario a seguito delle modifiche apportate alla disciplina del CREDITO DI IMPOSTA da parte del Decreto Legge n. 243/2016 (
art. 7-quater) e dai successivi Provvedimenti adottati dall’ADE.
NUOVA PROCEDURA DI ASSEGNAZIONE DEL CREDITO DI IMPOSTA INVESTIMENTI SUD.
Il decreto direttoriale 23 aprile 2018
Il decreto REGOLA LE NUOVE PROCEDURE di ammissione alle risorse del PON tramite il credito di IMPOSTA INVESTIMENTI SUD, per i progetti di investimento delle piccole e medie imprese (per le Pmi, che hanno già ricevuto l’autorizzazione da parte dell’Agenzia delle entrate) alla luce delle modifiche introdotte dal suddetto Dl 243/2016, nonché dai provvedimenti 14 aprile 2017 e 29 dicembre 2017.
Nello specifico, le nuove regole  si applicano ai progetti che comprendono gli investimenti effettuati dalle Pmi beneficiarie a partire dal 1° marzo 2017.

Per gli investimenti effettuati prima del 1 marzo 2017
I progetti che riguardano investimenti effettuati prima del 1° marzo 2017, restano sottoposti al decreto direttoriale 4 gennaio 2017, salvo quanto previsto per gli investimenti effettuati nella regione Sardegna e per gli adempimenti a cui sono tenute le Pmi beneficiarie.
Se le Pmi hanno presentato la comunicazione all’Agenzia delle entrate prima dell’emanazione del provvedimento 14 aprile 2017, le disposizioni del decreto in esame si applicano previo invio alla stessa Agenzia della comunicazione rettificativa prevista dalla circolare n. 12/E del 13 aprile 2017 (paragrafo 2.2)
A partire dal 1° gennaio 2017, sono ammissibili al Pon i progetti di investimento effettuati nell’intero territorio della regione Sardegna. Ai progetti di investimento effettuati in Sardegna dal 1° gennaio 2017 al 28 febbraio 2017 si applicano le disposizioni del decreto direttoriale 4 gennaio 2017.

Con il nuovo decreto direttoriale del 23 aprile l’istruttoria si dovrà esplicare nelle seguenti fasi:

  1. verifica della sussistenza dei requisiti di ammissibilità;
  2. valutazione dei progetti di investimento relativamente alle caratteristiche di innovazione e  coerenza rispetto agli ambiti di specializzazione intelligente.
  3. La verifica di ammissibilità è finalizzata ad accertare che i progetti di investimento risultino non ultimati al momento della presentazione della comunicazione di importo non inferiore a 500mila euro;
  4. relativi a tutte le attività economiche, a eccezione di agricoltura, silvicoltura e pesca
    realizzati o da realizzare nelle regioni meno sviluppate (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) e nelle zone assistite delle regioni in transizione (Abruzzo, Molise e Sardegna).

Provvedimento per l’utilizzo delle risorse del Pon ex. art. 4 decreto direttoriale 23 aprile 2018
In caso di esito positivo dell’istruttoria, il Ministero invia alle Pmi il provvedimento di utilizzo delle risorse Pon, che contiene:
1- l’importo (a valere sulle risorse Pon) del credito d’imposta
2- l’indicazione della struttura produttiva in cui è effettuato il progetto di investimento
3- gli obblighi della Pmi beneficiaria, con particolare riferimento a quelli derivanti dall’utilizzo delle risorse Pon
4- le condizioni che possono comportare il disimpegno totale o parziale delle risorse.
Adempimenti della Pmi beneficiaria(articolo 5)
La Pmi beneficiaria dovrà rendicontare le spese di acquisizione delle immobilizzazioni materiali previste nella comunicazione ed effettivamente sostenute, utilizzando il modulo “Dichiarazione di spesa”.
Alla dichiarazione di spesa è necessario allegare:

  • fotocopia delle fatture di acquisto, i cui originali devono riportare il timbro ovvero la dicitura: “Spesa di € ____ rendicontata, ai fini dell’utilizzo delle risorse del PON IC 2014-2020, a valere sul credito d’imposta previsto dalla legge 28 dicembre 2015 n. 208 (art. 1, commi 98-108) e valorizzata ai fini della compensazione operata con modello F24 del …”. In alternativa, la dicitura può essere riportata nelle causali dei pagamenti. Per le spese sostenute prima dell’emanazione del decreto in esame, la Pmi beneficiaria, che non può apporre il timbro sull’originale delle fatture di acquisto o sulla causale dei pagamenti, deve riportare l’elenco delle fatture di acquisto oggetto di agevolazione nella nota integrativa allegata al primo bilancio successivo all’emissione delle fatture stesse. Nel caso di acquisizione di beni in locazione finanziaria, deve essere allegata la documentazione di spesa attestante l’effettivo pagamento dei canoni;
  • copia della documentazione attestante l’effettivo pagamento delle fatture tramite bonifico bancario, ovvero assegno bancario non trasferibile e copia del relativo estratto conto;
  • dichiarazione liberatoria dei fornitori, attestante anche il requisito di novità dei beni (cfr paragrafo 3, circolare n. 34/E del 3 agosto 2016)
  • nel caso di acquisizione di beni in locazione finanziaria, copia del relativo contratto
  • copia del modello F24 relativo al credito d’imposta ammesso alle risorse Pon e utilizzato in compensazione (cfr paragrafo 6, circolare n. 34/E del 3 agosto 2016)
  • copia del registro dei beni ammortizzabili o documentazione equipollente (libro inventari, libro giornale ovvero registro Iva acquisti), dal quale risulti l’annotazione delle immobilizzazioni materiali oggetto del progetto di investimento acquisite

per le imprese non costituite in forma di società di capitali, copia delle dichiarazioni dei redditi relative ai tre anni antecedenti all’avvio dell’investimento
quadro riassuntivo dell’investimento.
La dichiarazione di spesa deve essere firmata digitalmente dal legale rappresentante o dal procuratore speciale della Pmi beneficiaria. In quest’ultimo caso, deve essere allegata copia della procura e del documento d’identità in corso di validità del soggetto che la rilascia.
La Pmi beneficiaria deve inviare la documentazione al Mise:
entro il 30 giugno successivo alla chiusura di ognuno degli esercizi in cui la Pmi beneficiaria ha sostenuto le spese, e comunque non oltre il 31 dicembre 2023
mediante posta elettronica certificata (pec) all’indirizzo info.crimpmez@pec.mise.gov.it in un’unica soluzione per ciascun anno di realizzazione del progetto di investimento.
Il Mise accerta:

  • la regolarità e la completezza della documentazione prodotta
  • la coerenza tra le immobilizzazioni materiali rendicontate e il progetto di investimento indicato nella comunicazione, con riferimento al suo carattere innovativo
  • la riconducibilità del progetto di investimento realizzato agli ambiti di specializzazione intelligente.

Se la verifica ha esito negativo, il Mise provvede a disimpegnare, in tutto o in parte, le risorse Pon a copertura del credito d’imposta e a darne comunicazione all’Agenzia delle entrate e alla Pmi beneficiaria.
Le Pmi beneficiarie, non possono de-localizzare prima dei tre anni dalle regioni obiettivo 1, invece le pmi  che hanno realizzato il progetto di investimento nelle zone assistite delle regioni in transizione (Abruzzo, Molise e Sardegna), non devono cedere né rilocalizzare l’attività produttiva fuori dell’ambito territoriale di intervento del Pon entro tre anni dall’ultima fruizione del credito d’imposta.
Per aver diritto agli aiuti concessi, i costi ammissibili devono superare l’ammortamento degli attivi relativi all’attività da modernizzare durante i tre esercizi finanziari precedenti. Per gli aiuti concessi a favore della diversificazione di uno stabilimento esistente, i costi ammissibili devono superare almeno del 200 % il valore contabile degli attivi che vengono riutilizzati, registrato nell’esercizio finanziario precedente l’avvio dei lavori (cfr articolo 14, paragrafo 7, Regolamento (Ue) n. 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014).
Oneri informativi(articolo 8)
Gli ulteriori oneri informativi, a cui sono tenute le Pmi beneficiarie, sono indicati nell’apposito modello allegato al decreto.
VECCHIA PROCEDURA DI ASSEGNAZIONE DEL CREDITO DI IMPOSTA
La disciplina del credito di imposta Investimenti SUD
La legge di stabilità 2016 aveva istituito il credito di imposta investimenti sud a decorrere dal 1° gennaio 2016 e fino agli investimenti effettuati entro il 31 dicembre 2019, a beneficio delle imprese che acquisivano beni strumentali nuovi destinati ad unità produttive ubicate nelle zone assistite delle regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo (articolo 1, commi da
98 a 108, legge 208/2015).
Il credito di imposta  è già operativo dal 30 giugno 2016.
Le imprese che vogliono ottenere il credito di imposta dovranno inviare una comunicazione telematica all’Agenzia delle entrate, utilizzando lo specifico
modello.
Dopo aver verificato i dati dichiarati nella comunicazione, l’Agenzia trasmette alle imprese il provvedimento di autorizzazione alla fruizione del credito d’imposta.  Relativamente all’ agevolazione concessa alle piccole e medie imprese (Pmi) PER GLI INVESTIMENTI SUD, agli oneri derivanti dall’attribuzione del credito d’imposta si fa fronte a valere sulle risorse europee e di cofinanziamento nazionale previste nel “ Programma operativo nazionale Imprese e competitività 2014-2020” (Pon) e nei programmi operativi relativi al Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) 2014-2020 delle regioni in cui si applica l’incentivo.
In particolare, possono beneficiare del credito d’imposta Pon, le PMI che hanno ricevuto da parte dell’Agenzia delle entrate l’autorizzazione alla fruizione del credito di imposta in relazione a progetti di investimento riguardanti l’acquisizione di beni strumentali nuovi con i seguenti requisiti:

  • Minimo dell’investimento (500mila euro),
  • Esclusione settore agricoltura, silvicoltura e pesca,
  • Localizzazione nelle regioni suddette obiettivo 1,
  • Investimenti della Strategia nazionale di specializzazione intelligente.

I progetti di investimento delle Pmi del sud Italia o Mezzogiorno, in possesso di tali requisiti di ammissibilità  sono sottoposti ad apposita istruttoria da parte della Direzione generale per gli incentivi alle imprese da parte del Mise.
Le procedure per la valutazione di approvazione dei progetti d’investimento all’utilizzo delle risorse Pon e di comunicazione del provvedimento di utilizzo delle risorse, nonché gli adempimenti successivi alla sottoscrizione del provvedimento e gli ulteriori obblighi per le imprese beneficiarie sono stati definiti con il
decreto direttoriale 4 gennaio 2017.