Ex Equitalia: non pagava i fornitori

La ex Equitalia non finisce di far parlare di sé nonostante non esista più, almeno di fatto.

La CGIA di Mestre infatti ha fatto cadere una pioggia di critiche sull’odiata ex Equitalia; INFATTI dopo aver verificato nella banca dati del MEF i pagamenti delle pubbliche amministrazioni, ha denunciato la violazione della normativa sui tempi di pagamento da parte della ex Equitalia Spa.

“Quando doveva riscuotere – dice il coordinatore dell’Ufficio CGIA MESTRE – non guardava in faccia nessuno. Verso i contribuenti era rigorosa e spietata e non ammetteva giustificazioni o flessibilità, ma dall’altra parte era distratta e non onorava i propri impegni verso chi doveva ricevere soldi dalla stessa.

Se l’anno scorso sia Equitalia Spa sia l’Inail hanno pagato i propri fornitori con 13 giorni di ritardo medi ponderati rispetto a quanto previsto dalle disposizioni di legge, che prevedono il pagamento fattura entro 30 giorni dalla data di ricevimento, lNPS E SOGEI HANNO FATTO PEGGIO con 29 giorni E 14 GIORNI medi ponderati di ritardo.

Anche per molti ministeri il rispetto dei tempi di pagamento è un optional. Tra le Amministrazioni provinciali e le Città Metropolitane la maglia nera è indossata dalla Provincia di Verbano Cusio Ossola: in questa realtà territoriale piemontese i pagamenti avvengono con 175 giorni medi ponderati di ritardo. Tra le Asl, infine, la situazione più difficile si registra nella Capitale: l’ “Azienda sanitaria locale Roma E” liquida i propri fornitori con 270 giorni di ritardo, l’ “Azienda unità sanitaria locale Roma A”, invece, con 237. Presso l’Azienda ospedaliera universitaria Policlinico Paolo Giaccone di Palermo, l’attesa, dopo la scadenza contrattuale, dura 192 giorni. Dalla CGIA ricordano che per gli enti del servizio sanitario nazionale la legge stabilisce che il termine massimo di pagamento dei fornitori avvenga entro 60 giorni. Le Asl più virtuose, invece, si trovano in Lombardia: l’ “Agenzia di tutela della salute della Val Padana” (ex Asl di Mn e Asl di Cr) e l’ “Ats della Montagna” (Valtellina/Alto Lario e Val Camonica) anticipano i pagamenti di 44 giorni. Secondo i dati stimati dalla Banca d’Italia, alla fine del 2016 i debiti commerciali della Pa ammonterebbero a 64 miliardi: di cui 34 riconducibili a ritardi nei pagamenti.

Insomma uno Stato che pretende rispetto delle norme dai cittadini e non sa farlo neanche per quelle che scrive da solo ?

 

 

 

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