Alitalia: personale respinge piano salvataggio in arrivo il commissario. Governo: esclusa nazionalizzazione. (Ma noi non ci crediamo…)

Il referendum dei dipendenti ALITALIA respinge con il 67% di “no” IL PIANO DI SALVATAGGIO CHE PREVEDEVA RIDUZIONI DI PERSONALE E DI STIPENDIO.

(Forse in attesa di un possibile intervento pubblico – ai quali debbono far fronte sempre i cittadini per spese improduttive).

Via quindi al commissariamento deliberato oggi dal CDA in seduta straordinaria. L’Enac ha reso noto che Il Presidente Luca Cordero di Montezemolo ha comunicato la decisione del Cda della compagnia aerea di avviare il commissariamento.

L’Enac prende atto che ALITALIA mantiene l’operatività piena e la stessa continuerà la normale vigilanza in base alle norme in vigore.

Il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda ha confermato in una intervista al TG3 CHE ENTRO 6 MESI SI PROCEDERA’ ALLA VENDITA O LIQUIDAZIONE DELLA COMPAGNIA.

“Lo scenario più plausibile è che ci sia un breve periodo di amministrazione straordinaria che si potrà completare entro sei mesi con la vendita totale o parziale degli asset di Alitalia oppure con la liquidazione.

Il Ministro ha aggiunto che l’Unione Europea potrà dare il consenso a UN PRESTITO STATALE, mentre viene esclusa la nazionalizzazione incamerando a danno dei cittadini miliardi di perdite.

Con il no i lavoratori si tutelano dal licenziamento degli esuberi e di fatto il prossimo CDA decreterà IL FALLIMENTO previsto per il 3 maggio 2017.

La nazionalizzazione di Alitalia è esclusa (e lo speriamo) anche dal ministro Poletti, mentre lo stesso conferma l’eventuale utilizzo degli ammortizzatori sociali.

Per il ministro Poletti, la vittoria del ‘no’ al referendum da parte dei lavoratori di Alitalia “produce un problema di difficile soluzione”. ndr) Sicuramente molto ha pesato la sicurezza della protezione pubblica, diversamente non avrebbero di fatto assentito a perdere il lavoro.

In una nota, James Hogan, numero uno del gruppo Etihad azionista al 49%, ha espresso disapprovazione del voto “profondamente deludente”.

Dimentica, forse, che qui siamo in Italia, e le prebende come quella ottenuta da MPS spetta anche ad ALITALIA sempre a danno dei cittadini.

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