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Un referendum per il potere: abbiamo perso tutti

Era prevedibile una lotta serrata sul voto referendario per la riforma della Costituzione.

Ma dalla parte dei cittadini, la modifica della Costituzione toglie e non concede maggiore sovranità e rappresentatività ai cittadini. Anzi, il solo indire un referendum per questi motivi. per una modifica minima (solo in riferimento ai maggiori poteri della Camera e del premier) ha già sottratto potere al popolo, nel momento in cui tali questioni sono, evidentemente, meno importanti delle stringenti necessità che vivono oggi molti nostri concittadini: i primi sono i terremotati, per i quali non ci sono più spazi televisivi a disposizione.

Nell’immediato, il risultato del Referendum, (in entrambi i casi) non fa succedere nulla alla grande massa, ma a regime, la vittoria del si, farebbe crollare il nostro Paese in una balcanizzazione senza precedenti … dove le norme sfornate dalla sola Camera, sarebbero oggetto (a iosa) di revisione e bocciature da parte della Corte Costituzionale e della Corte dei Conti. Dimostrazione? Ancora si discute se modificare la legge elettorale con forte impronta totalitaria, quando è stata bocciata dalla Corte Costituzionale!

Chi tira le corde di tali atti ? Sicuramente non sono gli attori visibili ai nostri occhi, bensì i poteri forti, la finanza internazionale, i nostri creditori e quindi l’unione europea, a cui poco interessa dei nostri terremotati, dei nostri pensionati, dei nostri giovani…

Senza entrare nel merito delle ragioni del si e del no, presumo che la carta costituzionale abbia dei difetti, e forse ne avrà di più se al Referendum

vincesse il “SI”, se si pensa alla grande mina che esploderebbe sugli equilibri democratici e sociali della nostra Italia.

Non è difficile comprendere, che le urne che si apriranno il 4 dicembre, saranno la vittoria dei poteri forti su quelli deboli, dell’ingiustizia

sociale sulla solidarietà sociale, dell’anti-democrazia sulla vera democrazia, del potere centrale sulla sovranità popolare.

Mai è successo che una campagna per un referendum fosse così serrata, probabilmente perchè gli altri referendum riguardavano decisioni che

incidevano in maniera diretta sui cittadini e non sul modus di esercitare il potere.

Le garanzie del Senato sulla funzione legislativa, vincendo il SI, verrebbero meno … aprendo la strada a decreti legge fortemente minimizzati sulle

possibilità di emendarli in fase di conversione in legge. Ed è questo il vero interesse, di quei poteri forti, della finanza, dell’Unione europea.

Quando forniscono i compitini, questi devono essere sfornati senza modifiche. Il motivo di tutto, si suppone sia il debito, il patto di stabilità,

la minaccia dello spread, a danno di banche, multinazionali, assicurazioni e di tutte quelle grandi aziende, che sono direttamente interessate all’esito

di una giornata di borsa finanziaria andata male.

Ed anche se questo blog si occupa di questioni fiscali, ci sembra doveroso dire la nostra su questo Referendum, laddove anche le tasse subiranno trasformazioni, prevedendo misure più efficaci per il recupero dei tributi non pagati per mancanza di lavoro

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