Home NEWS La pensione anticipata in effetti è un prestito.

La pensione anticipata in effetti è un prestito.

Un meccanismo discutibile consente di andare in pensione tre anni prima dell’età pensionabile percependo un prestito da restituire.

La cosidetta APE VOLONTARIA, ossia l’entrata in pensione 3 anni prima dell’età pensionabile, è in effetti un prestito che il pensionato contrae e percepisce per gli anni che mancano a raggiungere l’indennità di Stato, che dovrà essere restituito, dopo la vera entrata in pensione, con rimborso ventennale decurtato sulla stessa pensione o con polizza assicurativa nei casi di premorienza.

Esempio:

Pensionato di 64 anni che accede all’APE 3 anni prima del 2020 (visto che in quell’anno si andrà in pensione a 67 anni secondo le ultime proiezioni INPS).

Dal 1-1-2017 decide di accedere all’APE VOLONTARIA, e a fronte di una pensione certificata di 1000 euro al mese nel 2020, si percepiranno 850 euro al mese (per 36 mesi senza tredicesima come ha precisato il premier Renzi ) QUALE PRESTITO GARANTITO DALLO STATO AL TASSO DEL 4,5%.

Quindi dopo 3 anni ossia a 67 anni il pensionato sarà debitore di 30.600 euro circa, che inizierà a pagare subito dopo il primo vero assegno pensionistico e per 20 anni (fino a 87 anni). Ma non riceverà 1000 euro al mese perchè si dovrà sottrarre la rata di prestito dei 30.600 euro ricevuti con la pensione anticipata, nei tre anni precedenti.

In caso di premorienza, nessun problema, una super assicurazione garantisce il vostro debito.

A parte l’ironia, riteniamo che tale meccanismo sia qualcosa di incredibile e nefasto per coloro piccoli impiegati che hanno lavorato duramente per una vita, e che oggi per poter godere di qualche anno di vita tranquilla potranno farlo solo indebitandosi, e probabilmente cessando la propria vita, con i debiti da pagare.

Sappiamo tutti che l’età pensionabile nella maggior parte dei Paesi UE, è molto elevata, ma molto significativa è anche la qualità della vita, e lo stipendio che si percepisce durante il periodo di lavoro.

La scelta di Monti di allungare l’età pensionabile per ridurre i debiti, è stata obbligata, ma la causa è da attribuire certamente agli sperperi della macchina politica non a mancanze da parte della stragande parte di cittadini onesti.