Mentre cresce il fronte del no la manovra sembra definita.

Chissa se il futuro politico di Renzi sia ancorato al Referendum Costituzionale, o alle promesse di crescita che si dovrà mantenere.

Sul fronte del referendum, anche se il premier ha assoldato fior di marketing man, come il consulente di Obama Messina,  spendendo a quanto pare circa 400 milioni, si delinea la manovra finanziaria da inserire nella prossima legge di stabilità.

I fronti su cui verterà la nuova finanziaria saranno sicuramente PENSIONI, INDUSTRIA 4.0 e crescita. Oltre a questo bisognerà fare i conti con il rinnovo del contratto per l’impiego pubblico che vale circa 600 milioni.

A quanto pare la legge di stabilità arriverà al voto del consiglio dei Ministri per il prossimo fine settimana, con un numero semi-preciso ossia 23-24 miliardi di interventi.

Fermo restando l’importo ormai definitivo, non è invece sicura la ripartizione delle risorse tra i vari capitoli di intervento.

Alla fine, consentici, un gran guazzabuglio, se pensiamo anche al referendum che si terrà il 4 dicembre per la riforma costituzionale.

Il premier vede tale risultato come prioritario per la sua permanenza al timone del governo, ma crediamo siano più importanti misure finanziarie per mettere sulla buona strada il nostro Paese.

Importanti per Renzi e compagnia far passare la riforma che darebbe più poteri all’esecutivo, ma crediamo che alle masse e ai professionisti interessi principalmente vivere in un Paese libero, sia politicamente, sia fiscalmente che a livello di buona tenuta del welfare.

g.a.merola responsabile di rivistafiscaleweb.it commercialista.

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