Aggiornato il: — 30/09/16

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Published On: gio, Set 29th, 2016

Pensione anticipata a 63 anni: i requisiti

Non è proprio un gioco da ragazzi riuscire ad anticipare il ricevimento dell’assegno di pensione a 63 anni, ma in alcuni casi sarà possibile.

Intanto la pensione anticipata presuppone il possesso di tre requisiti:

  1. Di avere compiuto almeno 63 anni di età.
  2. Di maturare la pensione di vecchiaia dopo 3 anni e 7 mesi da quando si chiede quella anticipata;
  3. Di ottenere l’importo di pensione anticipato  non inferiore a un limite  stabilito dal Ministero.

E’ possibile fare richiesta di pensione anticipata in tre situazioni:

  1. Per decisione autonoma del lavoratore, senza che sia necessaria una situazione di difficoltà al lavoro c.d. pensione APE VOLONTARIA;
  2.  Per i lavoratori in condizioni economicamente disagiate, come essere in disoccupazione, o avere problemi di salute propri o di familiari (APE SOCIALE);
  3. Per APE AZIENDALE, quando il lavoratore perde l’occupazione per crisi dell’azienda in cui era in foeza oppure per facilitare il ricambio generazionale.

I COSTI DELLA PENSIONE ANTICIPATA A 63 ANNI

La pensione anticipata APE, IN BUONA SOSTANZA è un prestito a rate mensili, che una banca eroga al pensionato o pensionando, per l’anticipazione della pensione che andrà a ricevere invece dall’INPS a compimento dei 67 anni e 7 mesi per requisiti di vecchiaia. Dopo avere ricevuto la PENSIONE PRESTITO, e raggiunta l’età pensionabile si blocca l’erogazione del prestito, si percepirà la pensione normale dall’INPS, e nello stesso momento inizia il rimborso del prestito medesimo che si è ricevuto massimo per 3 anni e 7 mesi in rate ventennali.

Ovviamente l’operazione compertera’ dei costi per il pensionando, ossia degli interessi … che a quanto pare (non è sicuro) dovrebbero avere un tasso nominale del 3% annuo.

Ovviamente a questi bisogna aggiungere il premio per l’assicurazione vita, in caso di premorienza del pensionato la banca o la finanziaria che versa il prestito non perde NULLA.

Oltre a questo c’è un costo di previdenza, infatti non versando più i contributi (essendo non lavoratore) per 3 anni e 7 mesi si ridurrà la rata di pensione definitiva.

Facendo la somma all’arrivo ufficiale della pensione a 67 anni e sette mesi, l’assegno non sarà sicuramente uguale a chi ha lavorato fino a quella età rispetto a chi a 63 anni diciamo è andato in pensione …

Quindi bisogna fare due calcoli per verificarne la convenienza. Ovviamente per il pensionato sarà conveniente se vivrà a lungo … mentre per lo Stato l’inverso.
Sono un milione e 200mila persone interessata alla quattordicesima rata di pensione.

Come detto la pensione prestito è inferiore alla pensione ufficiale e  stando ai calcoli degli addetti ai lavori il massimo importo che si potrebbe ricevere potrebbe aggirarsi intorno al  95% della pensione a 67 anni e 7 mesi. Una volta raggiunti  tali anni  l’assegno di pensione sarà ridotto dei contributi non versati, degli interessi sul prestito e del premio di assicurazione. Questi ultimi due costi ossia contributi e interessi potrebbero essere accollati dallo Stato per i lavoratori malati e/o in difficoltà. Quindi a 67 anni il pensionato a 63 anni avrebbe ridotto l’assegno a vita del mancato versamento dei contributi nel periodo di anticipo.

Se invece la scelta della pensione anticipata è solo volontà del lavoratore tutti i costi graveranno sull’assegno di pensione definitivo a carico del pensionato.

Insomma per chi non l’avesse ben inteso, l’anticipazione della entrata in pensione non è un omaggio dello Stato, ma un prestito richiesto alla Banca.

Inps, la prima pensione dell’anno pagata il 4 e 5 gennaio

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