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Fisco e adempimenti doppi: la riforma che vogliamo

Immagineremmo volentieri un fisco normale senza pretendere eccellenze di fronte a tanta approssimazione.
Non diciamo neanche di volere norme certe, di volere adempimenti unici e non doppi, e di volere quindi amministratori capaci e più competenti degli utenti amministrati… che siamo noi… quando li vediamo emanare norme che appunto, per la maggior parte delle persone normali, non sarebbe il caso neanche di pensare.
Abbiamo appena archiviato la irrisoria questione dell’invio del sistema tessera sanitaria, con proroga e dati incompleti… il tutto per costruire un 730 precompilato inutilizzabile recante oneri detraibili e deducibili incompleti.
La percezione di noi addetti ai lavori rivolge lo sguardo alla creazione ad hoc di adempimenti fini a sè stessi per favorire qualcuno (ad. es. le case software) e “sfavorire altri” ossia contribuenti e consulenti.
La certificazione unica e il 770, lo spesometro e la mini dichiarazione IVA, l’invio dei dati tessera sanitaria, la comunicazione dei beni e finanziamenti ai soci, 740,750 e 770 e la normale dichiarazione IVA, intrastat e oltre … in un infinito andirivieni di modelli per ogni cosa si possa fare.
In tutto questo credo che i professionisti debbano iniziare a meditare un proprio intervento diretto  nella creazione delle decisioni, non per ambizioni politiche ma per assoluta necessità.
Anche quest’anno per dire l’ultima, si sta facendo il gioco della proroga di UNICO, che al momento sembra esclusa, salvo concederla come sempre all’ultima ora, in maniera tale che un diritto diventi una concessione…
G.A.Merola responsabile Movimento Autonomi e Professionisti
info@domanisenzatasse.it

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