Cassazione, sequestro beni consentito per il debito residuo oltre la rateazione

Cassazione, nonostante le nuove regole, l’esistenza di un piano rateale non esclude nessuna misura cautelare sul residuo da pagare

Cassazione, il sequestro dei beni per equivalente è consentito per il debito residuo in caso di rateazione. Infatti, nonostante le nuove regole sulla confisca, non si esclude la misura cautelare che viene finalizzata a garantire l’intero pagamento di tutte le somme dovute. Questo è quanto stabilito  dalla Cassazione lo scorso 11 febbraio.

La vicenda processuale. La Cassazione ha trattato i fatti di un’azienda a cui era stato contestato l’omesso versamento di ritenute pari ad un valore di circa 400mila euro.

La società debitrice aveva concordato un programma di pagamento rateale con l’Amministrazione finanziaria; raggiungendo l’importo di 47mila euro quale debito estinto.

Ma per il mancato pagamento del residuo debito rateizzato, nei confronti del legale rappresentante della società, il GIP ha emesso decreto di sequestro per equivalente per causa di perpetrazione di reato tributario.

La Suprema Corte ha rigettato tutte le lamentele della parte ricorrente, ribadendo che solamente l’integrale pagamento del debito tributario possa condurre alla non operatività della confisca. I giudici di legittimità hanno stabilito che l’ammissione al piano rateale è rilevante soltanto a fini civilistici e tributari,  ma secondo i giudici, tutto questo non può certo comportare che tutte le omissioni obiettivamente poste in essere dell’imputato vengano ad essere private di ripercussioni quando integrano la rilevanza penale, irreversibilmente perfezionatosi alle scadenze in origine previste e non rispettate.

Ma che cosa dice l’articolo 12-bis? L’articolo 12-bis prevede che la confisca non opera per la parte che il contribuente si impegna a versare all’Erario e anche in presenza di sequestro.

L’articolo 12-bis continua dicendo che nel caso di mancato pagamento la confisca è sempre possibile. La funzione del sequestro è quindi quella di riuscire a mantenere una garanzia sul debito da incassare, fino all’assolvimento integrale dell’obbligazione.

Da questo punto la legittimità dell’ordinanza qui commentata, nella sostanza mette in discussione gli stessi principi sulla base di tesi incongrue rispetto alla ratio, che ha già condotto a numerose sentenze della Cassazione. La Corte ha quindi affermato un principio puntuale:

  • anche in presenza di un piano rateale di versamento, la confisca continuerà ad essere consentita per quella parte di debito non ancora pagata. Seguirà quindi ad essere ammesso anche il sequestro per equivalente finalizzato a protezione del credito tributario.
  • La Corte di Cassazione, in applicazione dei richiamati principi, ha così rifiutato il ricorso del contribuente e l’ha condannata alla rifusione di tutte le spese processuali.

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