Banche, fusione in vista per Bpm e Banco Popolare

Banche, i vertici delle due Popolari convocati a Palazzo Koch

Banche, torna di moda l’idea di una fusione tra Bpm e Banco Popolare, tanto che i due vertici delle due popolari, Castagna e Saviotti, sono stati convocati per la giornata di oggi a Palazzo Koch dove verrà analizzato con precisione e nei dettagli, il piano per l’integrazione tra i due gruppi.

Le Banche in Italia sono sempre in crisi ed ecco che potrebbe aprirsi lo spiraglio fusione tra Bpm e Banco, con la verifica da parte di Bankitalia tra la Popolare di Milano e il Banco Popolare, dopo i vari colloqui per varare la sollecitazione dal decreto Renzi l’anno scorso. Saranno gli amministratori delegati dei due gruppi, Giuseppe Castagna e Francesco Saviotti ad essere convocati nella giornata di oggi per chiarire questa situazione. L’obiettivo principale delle Banche è quello di smaltire i crediti deteriorati del gruppo, con il Banco Popolare che si porta in dote alla fusione un totale di 14 miliardi di euro netti a fronte del patrimonio netto tangibile di 6,5 miliardi; stessa storia per Bpm che si porta in dote 3,6 miliardi di euro di deteriorati netti di fronte a 4,5 miliardi di euro. Su tutta questa situazione vigila Bankitalia, che ad oggi si trova ad affrontare la prima fusione bancaria nell’Eurozona, dopo la nascita della Vigilanza a Francoforte. Le Banche italiane guardano al loro interesse e questo potrebbe essere il giusto punto di partenze per far riuscire a far rifiatare gli istituti bancari del nostro Paese che ad oggi sembrano non riuscire a venire fuori da una crisi senza fine. Il progetto di fusione prevede il mantenimento di tutta la rete commerciale della Bpm Spa che è ormai indipendente da tre anni, tanto da fare sapere nelle zone alte che questa fusione possa essere un ostacolo nel caso in cui questa condizione non venga accettata a pieno dalla Bce, con un Draghi molto perplesso su questo caso. Nella giornata di ieri il consiglio di gestione di Bpm, ha intanto approvato il bilancio targato 2015, confermando id ati emersi lo scorso 8 febbraio.

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