Published On: ven, Feb 12th, 2016

Patent Box, boom di richieste, con Il nord è primo in classifica

Patent Box, il settentrione è al primo posto in graduatoria

Patent Box, il patto di stabilità 2015, per l’anno in corso, ha introdotto un’importante novità, costituita dal cosiddetto Patent Box. Questo consiste nella possibilità di aderire a un regime opzionale a carattere quinquennale che comporta una parziale detassazione del reddito derivante dall’uso di marchi, brevetti o altri beni immateriali. Con questa introduzione, il legislatore ha inteso agevolare l’innovazione, allineandosi, peraltro agli altri Paesi industrializzati, dove questo esiste già da tempo.

Le aziende che intendevano avvalersi di questa opportunità, dovevano presentare domanda di adesione entro e non oltre il 31 dicembre scorso. E’, dunque, tempo di sintetizzare i dati derivanti dalle adesioni ricevute, che mostrano aspetti attesi e anche inaspettati. Il dato un po’ inaspettato riguarda il numero di adesioni, circa 4500, decisamente superiore alle aspettative, e secondariamente, il dato che ci si aspettava e che è stato confermato, l’adesione decisamente prevalente nel nord Italia. Assistiamo, così, a una richiesta da parte di 1240 aziende in Lombardia, 706 in Veneto, 636 in Emilia Romagna, seguiti, a distanza, dal Piemonte con 378 e dalla Toscana con 367. Si conferma così, purtroppo, il Sud come fanalino di coda anche sotto l’aspetto dell’innovazione. Peccato, perché la gente del sud è ben conosciuta per la sua fantasia, ma evidentemente, quando si tratta dimetterla a frutto in modo proficuo, qualcosa si interrompe. Nel resto d’Europa, la stragrande maggioranza delle richieste di adesione al Patent Box, arriva da parte di grandi aziende che sfornano marchi e brevetti a ripetizione, avendo anche le risorse economiche per l’innovazione e la ricerca. In Italia, sorprendentemente, le richieste giungono in maggioranza da piccole aziende, spesso start up gestite da giovani e la cosa non può che fare piacere, perché significa una vivacità innovativa diffusa nel territorio, una spinta alla crescita di tipo capillare, quindi con maggiori garanzie di tenuta nel tempo. Nella suddivisione delle tipologie, poi, si evidenzia come la maggior parte delle adesioni si riferisca a marchi, con il 36%, seguita dal Know How con il 22%, i brevetti con il 18%; seguono, infine, i disegni e modelli col 14% e chiude la classifica il software con la percentuale pari al 10%.

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