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Banche, l’istituto bancario Etruria dichiarato insolvente

Banche, l’accusa è di bancarotta fraudolenta

Banche, altri guai per l’istituto bancario Etruria. La banca è stata dichiarata insolvente e su questa situazione davvero molto delicata dovrà indagare la Procura, con il rischio sempre più concreto che tutto venga iscritto nel registro degli indagati. Tra i nomi che possono cadere ci sono l’ex presidente Rosi e i due ex vicepresidenti della Banca Etruria Alfredo Berni e Pierluigi Boschi, padre del Ministro per le Riforme Maria Elena.

Tutta questa decisione è stata dal tribunale di Arezzo che ha così accolto a pieno regime tutte le richieste del commissario liquidatore e ha dichiarato lo stato di insolvenza alla Banca Etruria, aprendo così una vera e propria svolta alle indagini federali. Con il dispositivo del collegio fallimentare dello stesso tribunale toscano, i giudici che hanno seguito la situazione, hanno anche respinto la richiesta di sollevare la questione di legittimità costituzionale del decreto salvabanche, formulata dall’imputato Rosi, che hanno dichiarato di aspettare di leggere il provvedimento per agire nella Corte d’Appello di Firenze. Il Codacons ha dichiarato che non appena la Procura di Arezzo aprirà il fascicolo per il reato di bancarotta fraudolenta, ci costituiremo parte offesa nel procedimento, a tutela degli investitori della Banca Etruria. L’associazione offrirà anche assistenza legale a tutti i risparmiatori di Banca Etruria che hanno visto annullare il valore delle proprie obbligazioni a seguito del decreto salvabanche. Ad oggi sono già più di duemila tutti i piccoli risparmiatori di Banca Etruria che hanno finora rivolto assistenza all’associazione dei consumatori. Questa è una storia che sembra non riuscire venire mai al nodo giusto della questione, con il tribunale di Arezzo che finalmente è riuscito ad aprire un fascicolo e la Procura fare i giusti accertamenti, registrando molti personaggi eccellenti ed ex Banca Etruria. Se tutto dovesse andare liscio molti ex eccellenti finirebbero una volta per tutte in prigione e magari i consumatori risarciti una volta per tutte, con la situazione Banca Etruria sempre in alto mare, cose di un’Italia e di un’economia allo sfascio.