Fattura elettronica: nessun obbligo per i medici

La fattura elettronica, già obbligatoria per la Pubblica Amministrazione, non coinvolge i medici convenzionati

La fattura elettronica, come strumento per snellire, semplificare i rapporti tra professionisti e pubblica amministrazione, è stata oggetto di chiarimenti tra l’ordine dei medici e l’amministrazione fiscale. Esisteva il forte dubbio che i medici che operano in convenzione con il servizio sanitario nazionale avessero l’obbligo di procedere a fatturazione elettronica nel regolamento delle proprie competenze. In realtà, la posizione dei medici, è una via a metà tra il rapporto professionale e quello parasubordinato, in quanto le aziende sanitarie emettono mensilmente un cedolino in triplice copia,dal quale risultano le competenze spettanti ai medici. Una copia di tale cedolino va al medico, una seconda copia va all’ente fiscale, una terza viene trattenuta dall’azienda sanitaria. Per questo motivo, l’emissione di fattura da parte del professionista non trova ragione di essere, poiché si tratterebbe di un ingiustificato doppio documento per il medesimo effetto fiscale.

D’altra parte, se già in precedenza, prima dell’entrata in vigore dell’obbligo della fattura elettronica, i medici erano esentati dall’emissione di fattura, proprio in virtù del cedolino dell’azienda sanitaria, non si vede per quale strano intendimento debbano ora provvedere alla forma elettronica. Dunque molto bene ha fatto la federazione italiana dei medici di famiglia a richiedere ufficialmente lumi a chi di dovere. L’Ufficio delle entrate, con risoluzione 98E del 25 novembre 2015 ha dunque precisato che in coerenza con il DM 31 gennaio 1974, i medici di base convenzionati con il sistema sanitario non devono emettere fattura, sostituita dal cedolino emesso dall’ente, così come è stato sinora, continua perciò ad essere anche rispetto alla fattura elettronica. Come ben sappiamo, spesso le cosiddette semplificazioni fiscali si accompagnano a interpretazioni che malgrado l’apparente ovvietà, mal si conciliano con il buon senso e talvolta un “semplice non esplicitato” si trasforma in problemi fiscali che mai si immaginerebbero. Meglio dunque andare a chiarire anche il più ovvio, per evitare spiacevoli conseguenze.

 

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