Home NEWS Altro Taglio ai comuni, altre tasse ai cittadini, dalla leggina di Renzi.

Altro Taglio ai comuni, altre tasse ai cittadini, dalla leggina di Renzi.

Nel 2015 altro taglio ai comuni, con rimesse ridotte di 1,5 miliardi di euro. Per i cittadini sono maggiori tributi per  IMU, TASI E TARI.

A denunciarlo è stata la CGIA di Mestre che analizzando i dati dei 108 comuni capoluogo di provincia, ha reso noto che saranno maggiormente ridotte, dal taglio ai comuni, le risorse di Cosenza, Napoli, Siena e Firenze, in valore pro-capite per cittadino.

Mentre l’ennesimo taglio ai comuni, in valore assoluto, sarà subìto in misura maggiore dal Comune di Napoli con 50,8 milioni di euro in meno da incassare nel 2015, e poi a seguire Roma e Milano.

È quasi certo,  dice il Presidente della CGIA Giueppe Bortolucci, che tale ulteriore taglio ai comuni,  sarà versato dai cittadini in termini di maggiore IMU, TASI e TARI, laddove i sindaci saranno costretti a coprire e ripianare tale minore entrata.

La legge di stabilità 2015 infatti ha ridotto di 1200 milioni le risorse destinate al fondo di solidarietà comunale istituito dopo la soppressione delle rimesse e del taglio ai comuni per opera della riforma del federalismo municipale (Dl 23/2011) a cui si aggiungono altri 288 milioni di minori entrate causate da altre leggi.

Ma cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia:

 

Il nuovo taglio ai comuni è un altro aumento di tasse e della pressione fiscale, e a poco serve sapere per opera di chi…!

 

Dice il vero il Governo quando ostenta di non aver aumentato la pressione fiscale, se lo fa per delega! E costringe i comuni a farlo… Saranno sempre soldi da prendere dalle tasche dei cittadini e mai dalle spese della macchina burocratica …

Ma fuori dalle incompetenze latenti dell’Esecutivo, il problema è serio per famiglie e piccoli imprenditori, con un indice di prelievo oltre l’abnorme, e dove si va a incidere sulla stessa ferita, che rimane l’unica cosa da curare: La mortale pressione fiscale.

Non solo la pressione fiscale non diminuisce, ma va incrementandosi giorno dopo giorno.

In Italia la misura della bontà di una amministrazione è direttamente correlata alla riduzione delle tasse, altro non serve …! O è del tutto inutile in termini reali e populisti.