Non c’è incompatibilità con l’incarico di amministratore unico da parte del commercialista con mandato contenente la formula necessaria.

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I commercialisti ed Esperti contabili «non sono incompatibili» con la carica di amministratore unico e legale rappresentante di una società commerciale. Ciò a seguito di regolamento del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili.

Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili C.N.D.C.E.C. con l’ordine n. 160 del 2011, ha analizzato le cause di incompatibilità della professione di Commercialista, in riguardo all’ assunzione di incarico di amministratore unico di una s.r.l. e con la successiva iscrizione del professionista presso la Camera di Commercio.

Diciamo subito che I COMMERCIALISTI possono assumere la carica di AMMINISTRATORE UNICO di una società a Responsabilità Limitata e sono anche compatibili con la mera qualità di socio.

INCOMPATIBILITA’ DEL COMMERCIALISTA

Le incompatibilità dell’esercizio della professione di commercialista, con altre attività svolte,  sono regolate dall’art. 4, comma 1 lett, c) del dlgs n° 139 del 28/06/2005, che dispone l’incompatibilità dell’esercizio della professione di commercialista con:

  • l’esercizio, anche non prevalente, né abituale di una attività di impresa (da parte del commercialista in nome proprio o per conto altrui) svolta per la produzione di beni o servizi, intermediaria nella circolazione di beni o servizi, tra cui ogni tipologia di mediazione nonché il trasporto e spedizione, finanziarie, assicurative od agricole, comprese quelle complementari alle suddette attività.

Ma il secondo comma del citato articolo 4 del dlgs N° 139/2005, dispone (in ogni caso) la compatibilità della professione di commercialista con l’esercizio in conto proprio o per conto altrui di attività di impresa:

– qualora il commercialista rivesta ” la carica di amministratore unico di società «sulla base di uno specifico incarico professionale e per il perseguimento dell’interesse di colui che conferisce l’incarico».

– quando trattasi di attività esercitate per la gestione patrimoniale e di mero godimento o conservative in conto proprio   o di terzi;

– esercitate all’interno di società di servizi strumentali o ausiliari all’esercizio della professione di commercialista;

Quindi quando l’attività viene svolta in forma societaria, considerato che per gestione amministrativa si intende la sua direzione organizzativa, l’incompatibilità verrà rilevata per i commercialisti che amministrano in concreto, non essendo causa della stessa, la semplice posizione di socio, qualora non implichi un coinvolgimento dello stesso nell’ amministrazione.

La normativa di cui al comma 1 del suddetto decreto legislativo, individua una specifica incompatibilità del commercialista quando l’esercizio dell’ attività d’impresa venga esercitata in conto proprio o in nome proprio o altrui  quindi sotto il proprio nome fisico quale persona fisica.

Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, in base al disposto del comma 2 del sopra citato art. 4 dlgs 139/2005, ritiene compatibile da parte del commercialista «l’assunzione dell’incarico di amministratore unico o con deleghe ovvero presidente dell’organo di gestione» laddove, non avendosi partecipazione al capitale, l’attività di amministrazione, conseguente ad uno specifico incarico professionale, escluda che la stessa sia effettuata per soddisfare un interesse commerciale proprio.

In tal caso si dovrà accertare l’effettiva assenza, di un interesse economico prevalente del professionista iscritto all’ODCEC.

Compatibilità con l’incarico di amministratore

Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, in base a quanto disposto dal comma 2 del sopra citato art. 4 suddetto, ritiene compatibile l’assunzione dell’incarico di amministratore unico o con deleghe ovvero presidente o amministratore delegato quando non avendosi di partecipazione al capitale, l’attività di amministrazione, consegue ad uno specifico incarico professionale, e sia esclusa che la stessa sia esercitata  per  un interesse commerciale proprio.

In tal caso dovrà essere accertata l’effettiva assenza, di un interesse economico prevalente da parte del commercialista amministratore unico.

Quindi la norma vuole spiegare che nella buona pratica il commercialista che assume l’incarico di amministratore unico in srl, non potrà essere anche socio della stessa srl, se non in maniera marginale, venendosi a configurare in tal caso, la sua attività di amministratore quale diretta ad un interesse di lucro imprenditoriale proprio.

Quindi il commercialista «amministratore unico non socio» di una società a responsabilità limitata o di capitali in genere è perfettamente compatibile con la professione.

A tal proposito abbiamo preparato un proforma ad hoc dove il mandato professionale da sottoscrivere a margine del verbale societario di nomina, contenga l’indicazione essenziale che esula dalle eventuali problematica sulla incompatibilità.

Quindi

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