Published On: mer, Ott 1st, 2014

Immobili in compravendita: vistoso “calo” di compravendite nei primi 6 mesi 2014.

Nel periodo 1 gennaio – 30 giugno 2014 il MERCATO IMMOBILIARE segna un  ALTRO TONFO con una calo del  3,60% di compravendite rispetto allo stesso periodo del 2013.

Si salvano solo gli immobili industriali e i fabbricati delle grandi città per la nuova normativa tributaria in riguardo alle minori imposte di registro.

Ma globalmente  il mercato degli immobili, nel secondo trimestre dell’anno 2014 registra un nuovo calo pari al 3,6% rispetto allo stesso periodo del 2013.

In risalita invece dell’1,8% le compravendite di abitazioni nelle città principali, e del 10,3% nelle operazioni di compravendita di immobili  industriali.

La flessione del mercato degli immobili si è verificata quindi  nel settore residenziale ad uso abitativo, che cede l’1% rispetto al secondo trimestre 2013, mentre cali vistosi riguardano il 5% nel settore commerciale, mentre nel settore terziario il volume di compravendita di immobili perde il 6,9%) oltre che nelle pertinenze dell’abitazione principale (-5,1%).

Questi i dati di fatto che si leggono nella Nota trimestrale resa pubblica dall’ Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate cifrato OMI.

Il settore immobiliare da sempre trainante dell’economia nazionale, non potrà mai riprendere i volumi del periodo ANTE-IMU.

Il mattone non è più conveniente sia per l’abnorme aumento delle tasse LOCALI sugli immobili di ogni tipo come  IMU E TASI, e sia l’acquisto di immobili per scopi di investimento e concessione in locazione dove aumenta l’IRPEF, avendo ridotto dal 15 al 5% la riduzione forfettaria sui canoni da dichiarare ai fini IRPEF.

Ma a questo non sembra far caso, nessuno!  Un altra Italia quella, dell’esecutivo, pensa che la ricchezza arriva da nuove leggi e nuove riforme NON DALLA RIDUZIONE DELLA PRESSIONE FISCALE DIRETTAMENTE PROPORZIONALE ALL’INCREMENTO DEL SOMMERSO.

Mi dispiace credere che non usciremo dalla crisi economica, finché si fanno prima le cose, meno urgenti e poi quelle importanti per la massa.

Probabilmente pochissimi contano più di un popolo che chiede EQUITA’ E GIUSTIZIA SOCIALE.

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