Quale crescita senza revisione di spesa?

Aggiornamento 2014-09-03

L’Austerità non porterà a nessuna crescita quando essa viene imposta solo a famiglie e imprese.

Si continua a parlare di spending review della spesa pubblica che però intanto continua a crescere, e le cui falle continuano ad essere tamponate con più tasse e minori emolumenti e servizi a famiglie e imprese.

In questa situazione le possibilità di crescita e ripresa del Paese sono ridotte a zero.

E’ quanto ha scritto stamane Guido Gentili sul fondo de “Il Sole 24 ore”. Il giornalista ha spiegato come le scadenze fiscali previste per l’autunno (vedi TASI) e la politica economica  programmata DAL PREMIER «fanno ripiombare per l’ennesima volta il “nodo fiscale” tra le cause principali della mancanza di crescita economica.

Inutile aver introdotto in Costituzione il pareggio di bilancio senza prevedere un tetto massimo di pressione fiscale, nè di spesa, CHE INEVITABILMENTE  viene  tamponata con nuove tasse e carichi contributivi  SULLE SPALLE DI FAMIGLIE E IMPRESE, 
INVECE DI  pensare a un vera azione per la revisione della spesa che è imputata a conto dello STATO.

E’ evidente che in tal modo non ci sarà nessuna crescita e ripresa economica ma solo un’inesorabile deriva del nostro sistema economico e della nostra società.

La dimostrazione di ciò e spiegata secondo quello che  è successo nel 2014: la spesa pubblica sta per chiudere l’anno con 825 miliardi, circa l’8% in più rispetto all’anno 2013; la pressione fiscale si attesta al 44%, ed è maggiore di oltre 5 punti rispetto agli altri Paesi europei, ed il 65% complessivo  a carico delle imprese.

INSOMMA, AGGIUNGIAMO NOI (ciò che FORSE non ha potuto dire il quotidiano economico) in merito proprio alla urgente necessità di crescita: il governo PREDICA BENE e razzola male con annunci e proclami a favore di famiglie e imprese, preoccupandosi invece  in via prioritaria della riforma elettorale, e non della crescita se non a parole.

Come se chi oggi non ha un lavoro, potesse congelarsi ed aspettare le priorità politiche (di fatto) di Renzi e Berlusconi e poi quelle economiche e di crescita di un’intero Paese messo in ginocchio!!!

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