Renzi si dimette? Dovrebbe! Ha ragione Berlusconi.

Credo che quando Silvio Berlusconi dica qualcosa di valido «ci sia da ascoltarlo» a parte tutto. Il cav ha dichiarato : “Irricevibile la Riforma del Senato senza la sua chiusura”. Noi invece diciamo a Renzi: si dimetta, non ha l’investitura popolare e l’intelligenza nazionale.

─ Ed è giusto! La Riforma del Senato, per come congegnata da Matteo Renzi con la sua ministra delle Riforme Elena Maria Boschi, entrambi di Firenze, ne prevede solo la trasformazione in camera delle autonomie (e non l’eliminazione)  dove i componenti non hanno voto, non sono eletti e forse non è previsto compenso, ma allora a cosa serve ?

─ Onestamente per quanto mi sia sforzato – credetemi – di capire non ci sono riuscito! Forse  mi manca il necessario quoziente QI intellettivo di Renzi e della Boschi! Ma A QUESTO PUNTO ne vado fiero…!

─ Come non arrivo a comprendere quale sia la necessità di questa corsa (come un rullo compressore) per eliminare il Senato in rapporto ai reali problemi del Paese, che sono gravi e richiedono interventi urgenti.

─ Oltre a non credere che questa riforma serva a qualcosa in rapporto alla nazione, non condivido il modus anti-democratico con cui il Governo Renzi si è insediato con auto-nomina a Palazzo Chigi, scalzando quello di Enrico Letta, che a sua volta ha preso il posto di quello di Monti. Tutti e tre governo del Presidente, che a questo punto suppongo che debba declinare.

Ora, ascoltatemi,  il discorso è unico e suppongo valido:

─ Quando saremo di fronte a un Parlamento e un governo incaricato da una vittoria alle elezioni, questo avrà mandato per fare  ciò ha promesso in campagna elettorale o addirittura fare quello che “cazzo vuole”, e nessun cittadino potrà scriverne e parlarne, finché il governo rimarrà il titolare della rappresentanza popolare.

─ Ma nel momento in cui mi trovo di fronte ad un «rullo compressore» che vuole eliminare «tutto ciò che crede possa farlo diventare il secondo DE GASPERI» e vincere le prossime elezioni, mi sovviene una certa rabbia…

E la esprimo:

Caro Renzi torni da dove è venuto, torni a  FIRENZE (dove credo che il QI sia a -20 (per averlo tenuto come Sindaco)  Lei e la sua banda di ministri «che non sanno quel che fanno!».

La Riforma che Lei Renzi vuole fare, non ha fori da rattoppare ma «falle grosse quanto Pontassieve».

E le dico anche il perchè:

NEL MERITO

1) Il Senato in sè non è il male della politica – come si vuol far credere – potrebbe benissimo restare, anche con i 20 mila euro al mese PER SENATORE. “Il problema non sono gli stipendi dei senatori ma i latrocini della politica in generale, le caste, e i privilegi che si sono perpetrati e si perpetrano contro i cittadini – eliminarlo non cambierà le cose, ma serve solo a livello mediatico per dire alla gente “GUARDATE STIAMO CAMBIANDO! Nel presupposto che Voi cittadini siete tutti dei creduloni, senza una propria coscienza e una propria libera opinione. 

2) La trasformazione del Senato come quella delle Province è solo un grande spot politico, non serve a un tubo, nè ai cittadini nè a ridurre le spese.

2) Il governo Renzi, non ha la legittimazione popolare, e l’incarico popolare per cambiare la costituzione; diversamente trattasi di colpo di Stato.

Quindi caro Renzi si prenda la sua alfa romeo e se ne torni a PONTASSIEVE.

Se dopo le elezioni gli italiani Le daranno fiducia, avrà il potere democratico per proporre l’eliminazione delle province, del Senato, del Presidente della Repubblica, e magari vendere il Colosseo.

Ma fino ad allora, e per il momento, La prego, torni a casa, che di POLITICI populisti ed imbroglioni già ne abbiamo avuti abbastanza; che Lei  sta continuando a fare:

Vuole far passare la riforma del Senato come il rinnovamento e la redenzione della politica, lasciando gli scranni di Palazzo Madama intatti, e dove siederanno i volponi delle Regioni e Comuni, a continuare a fare i loro porci comodi, soprattutto iscritti nel suo Partito.

Il suo dramma (che tra qualche giorno lo costringerà a tornare a casa)  è di essere diventato troppo intelligente, insieme alla Boschi.

Ma non creda di essere diventato la mente finemente strategica di “Giulio Andreotti”.

Buon viaggio di ritorno Renzi, nessun italiano gli ha chiesto di fare il premier!

G.A. Merola commercialista in Sapri

 

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