Letta: spread in calo, meno tasse sul lavoro.

Con calo spread meno tasse sul lavoro.

Il premier Letta, intervistato al Tg1, soddisfatto dello spread sceso sotto i 200 punti ha detto che “fin quando lo spread «ballava sui 400-500 punti voleva dire che circa 20 miliardi di euro occorrevano solo per pagare gli interessi sul debito»”

Ora le maggiori risorse (recuperabili dai minori interessi) dovranno essere usate per la riduzione delle “tasse sul lavoro”.

Il notevole calo del “differenziale” sotto la soglia dei 200 punti è «una grande notizia», che dimostra il buon lavoro fatto con il sacrificio degli italiani.

Ha aggiunto “l’Italia sta andando nella direzione giusta, il calo dello spread è un fatto concreto che offre la reale possibilità di ridurre le tasse sul lavoro».

Riteniamo in ogni caso che l’andamento dello spread sia sicuramente un fatto positivo per il nostro Paese, ma che è stato raggiunto non solo con i sacrifici degli italiani, ma con la distruzione di tantissimi posti di lavoro e di tantissime micro e medie aziende che hanno dovuto chiudere per l’opprimente pressione fiscale.

Persone proprietari di patrimoni che dopo la crisi non hanno più nulla, famiglie medio-borghesi ridotte a chiedere aiuto alla Caritas, comuni in enormi difficoltà finanziarie, disoccupazione giovanile e scuola inadatte che non permettono di intravedere un futuro per i nostri giovani.

Un Paese come l’Italia, quinta potenza economica mondiale, non può permettersi di avere territori poverissimi e zone ricche, ma deve crescere o rinascere con ogni cittadino.

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