L’amministratore infedele querelato dal socio, subisce il sequestro dei suoi beni.

L’amministratore che creano danno patrimoniale alla società, commettendo reato, potrà essere querelato dal singolo socio, al fine di ottenere il sequestro conservativo dei suoi beni a soddisfazione del danno.

Il nuovo reato di infedeltà patrimoniale di cui all’ articolo 2634 Codice Civile, è stato normato a garanzia del patrimonio societario e della società quale soggetto danneggiato.

E’ quanto ha stabilito la Corte di Cassazione – Sezione Quinta Penale nella Sentenza del 9 novembre 2006 n. 37033.

Le azioni poste in essere dall’amministratore ─ in maniera infedele ─ sono certamente finalizzare a creare danno al patrimonio societario.

Il danno incide in maniera diretta sui soci,  quali proprietari in quota del suddetto patrimonio societario.

Per tale danno personale il singolo socio querela l’amministratore, che ne ha tutto il diritto in quanto allo stesso gli si deve riconoscere la qualifica di danneggiato dal reato commesso dall’amministratore, quale parte lesa e per questo gli è consentita la querela ai sensi dell’art. 120 del Codice Penale.

Nella stessa sentenza la Cassazione, riferendosi al proprio consolidato orientamento ha stabilito che “oggetto del sequestro preventivo può essere qualsiasi bene, a chiunque appartenente e quindi anche se ceduto a persona estranea al reato, purché esso sia anche indirettamente collegato al reato e, ove lasciato nella libera disponibilità, idoneo a costituire pericolo di l’aggravamento o di protrazione delle conseguenze del reato”.

Sentenza integralmente consultabile sul Sito della Cassazione.

 

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