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Consiglio dei ministri 15 giugno: Iva, riduzione bollette, imu, fondo di garanzia. Vediamo se Letta sa fare il premier…

Oggi 15 giugno 2013 si terrà il Consiglio dei Ministri che dovrebbe trovare una soluzione per scongiurare l’aumento dell’IVA, e anche le risorse per l’eliminazione dell’IMU.

Ma non ci si può rendere conto se il nostro Premier Letta, sia davvero il capo dell’esecutivo o il rettore di un plesso universitario!

LETTA ambisce alla laurea: “l’occupazione” ma non studia per superare il primo esame: “il blocco dell’aumento dell’IVA”.

Parla solo con l’Europa: «sul lavoro non c’è più tempo da perdere» dice ai ministri europei in prossimità del vertice “sull’occupazione”  che si terrà a Roma.

Una preoccupazione nobile la sua, per la quale però non si  rende conto che esistono «le correlazioni economiche» che permettono un risultato (il lavoro) tramite un’azione precedente “evitare l’aumento dell’IVA”.

Vediamo oggi in Consiglio dei Ministri cosa succede, avrà accanto SACCOMANNI, ZANONATO E LUPI, che gli faranno da sponda.

Non crediamo di avere un premier di forma.

Persino il capogruggo del Pdl alla Camera Renato Brunetta ha dichiarato: “l’Iva non aumenterà, le risorse si troveranno. così come sarà eliminata l’Imu per la prima casa. Letta manterrà gli impegni e dirà una parola di chiarezza”.

Ed ha ragione, «le risorse occorre trovarle». L’aumento dell’IVA potrebbe essere «il colpo di grazia per una recessione senza ritorno», mentre qualcuno pensa alle “universiadi del lavoro e dell’occupazione per tutti”  che si terrano  probabilmente in un “PAESE DESERTO!”.

Speriamo almeno di non sentire altri proclami ed invocazioni al cielo, puramente teorici e senza incisività.

Ma dove sono finiti i tagli alla spesa pubblica, alle province, la vendita del patrimonio pubblico?

Oggi il Consiglio dei Ministri dovrebbe approvare una marea di semplificazioni.

SACCOMANNI dice: “Ci concentreremo per la riattivazione del credito a favore degli investimenti delle imprese e sulla riduzione delle bollette elettriche”. Continuando ha detto anche che”occorre valorizzare al massimo le risorse pubbliche disponibili, anche se sono limitate, per stimolare gli investimenti privati attivando un effetto moltiplicatore. Da un lato potenzieremo il fondo centrale di garanzia consentendo così ad una platea molto più ampia di piccole e medie imprese di beneficiare di questo importante strumento. Questo potrà allentare le difficili condizioni di accesso al credito per decine di migliaia di imprese contrastando la forte stretta creditizia in atto. Il Fondo ha risorse sufficiente per tutto l’anno ma è già previsto un cospicuo rifinanziamento che consentirà di attivare credito aggiuntivo per circa 50 miliardi”.

Agevolazioni per le imprese. Riattivazione del canale di finanza agevolata a favore delle aziende che intendono rinnovare i propri processi di produzione con l’acquisto di nuovi macchinari, fino a 2 milioni di euro per azienda.

Ha detto: “Sono 5 miliardi le risorse disponibili, grazie alla Cassa Depositi e Prestiti a tasso dimezzato per aiutare le imprese che, per quanto in una situazione di difficoltà, scelgono comunque di investire sul futuro”.

Alfano: “l’obiettivo è non aumentare Iva ed  eliminare l’Imu”;  anche il vicepremier dopo la conferenza dei Prefetti ha ribadito: “Ci battiamo e ci batteremo per eliminare l’Imu sulla prima casa e per evitare l’aumento dell’Iva.”

Condividiamo le parole di Saccomanni, Brunetta e Alfano congrue con le esigenze del Paese.

Per quanto riguarda Fabrizio Saccomanni crediamo sia il vero leader di questo esecutivo.

Coerenza, praticità e pragmatismo sono dalla sua parte con idee allineate perfettamente alle esigenze della base.