Legge di stabilità: taglio alla sanità, pensioni di guerra tassate.

Il Consiglio dei Ministri del 9 ottobre 2012, con l’approvazione della Legge di Stabilità, oltre a prevedere la riduzione di un punto percentuale delle aliquote IRPEF del 23 e del 27% e l’aumento dell’IVA di un solo punto, rispetto ai due previsti, dell’aliquota del 10% che passa all’11% e del 21% che passa al 22% ha introdotto anche nuove misure:

SETTORE SANITA’
La legge di stabilità ha previsto un nuovo taglio di 1 miliardo a regime del fabbisogno del servizio sanitario nazionale.

PENSIONI DI GUERRA E INVALIDITA’.
Le pensioni di guerra e invalidità fino ad oggi esenti saranno tassate con assoggettamento ad imposta IRPEF.

TOBIN TAX.
La legge di stabilità ha introdotto la tassa sulle transazioni finanziarie con esclusione dei titoli di stato.

RIORDINO AGEVOLAZIONI.
L’IRPEF da una parte è ridotta e dall’altra aumenta, infatti per quanto riguarda alcune deduzioni e detrazioni è introdotta una franchigia di 250 euro per i redditi fino a 15.000, per la quale fino a concorrenza di tale importo non sarà possibile la detassazione IRPEF. Inoltre esclusivamente per le detrazioni è stato fissato un tetto massimo di detraibilità a 3000 oltre il quale esse andranno perse.

CONTROLLI SUI BILANCI DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI.
Sarà rafforzato il controllo sui Bilanci degli Enti Pubblici tramite l’intervento della Corte dei Conti, degli Ispettori della Ragioneria Generale dello Stato e della Guardia di Finanza.

PAGAMENTI PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI.
Il pagamento dei debiti arretrati degli Enti Pubblici sarà finanziato con il PIANO DI PRIVATIZZAZIONE dei beni pubblici finalizzato anche ad abbassare il debito sovrano.

Commento:
Si attendeva da anni questo taglio dell’IRPEF, nessun Governo ha avuto mai il coraggio di farlo diventare realtà.
Questo non cambierà la vita ai milioni di italiani che ne beneficeranno, ma è un timido segnale di riavvicinamento dello Stato ai cittadini e alla famiglie in difficoltà.

Sul fronte delle Imprese, però, secondo noi, si doveva cercare in tutti i modi di evitare l’aumento dell’IVA, visto il notevole calo dei consumi e della domanda interna.

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