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IMU per capire il concetto.

A partire dal 2012 i proprietari di immobili saranno soggetti al pagamento dell’IMU anzichè dell’ICI.
La sostanziale differenza tra ICI ed IMU sta nel fatto che il 50% di tale nuova imposta dovrà essere versata nelle casse dello Stato.
Le aliquote base sono stata stabilite dal decreto salva Italia (n. 201/2011 del 6-12-2011) nelle seguenti percentuali:

  • 0,40% della base imponibile per l’abitazione principale con detrazione di euro 200,00 fissa + euro 50,00 per ogni figlio a carico non superiore a 26 anni.
  • e dello 0,76% della base imponibile per tutti gli altri immobili. 

Il 50% di tali imposte quindi “saranno versate allo Stato” (con apposito codice tributo) e ciò anche nel momento in cui i singoli comuni dovessero aumentare o diminuire le aliquote per gli immobili insistenti sul proprio territorio.

Cambia e di molto anche la base imponibile, in quanto mentre prima la rendita catastale era rivalutata del 5% e poi moltiplicata per 100, da adesso la rendita catastale, sempre rivalutata del 5%, dovrà essere moltiplicata per 160. ( in caso di abitazione categoria A, per 54,4 in caso di negozio categoria C1 (prima 34), e per 80 per gli immobili categoria D (prima 50), in pratica un’aumento del moltiplicatore del 60%.

Viene da sè che l’importo da pagare sarà notevolmente superiore, facendo un calcolo su un immobile 2° casa la maggiore imposta da corrisponderà aumenterà di circa l’86%, senza contare che i Comuni potranno aumentare le proprie aliquote e quindi al 16-12-2012 la differenza rispetto alla vecchia imposta potrebbe aumentare ancora.

Questo nelle linee generali.

Quindi mentre prima per un abitazione categoria A il calcolo da effettuarsi era:

rendita catastale x 105 x aliquota = imposta da pagare.
Oggi è:
rendita catastale x 165 x aliquota = imposta da pagare.

La riteniamo un’imposta assolutamente non equa, in quanto colpisce il proprietario di un immobile senza tener conto della sua capacità reddituale.