“La crisi esce di scena”: E’ quanto ha detto Monti dal Consiglio Europeo.

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Non ci sembra un caso percepire che l’Italia oggi puó guardare con maggior fiducia alle sue prospettive future di crescita e non ci sembra un caso che in Europa dopo il “fiscal compact” si respira un’aria diversa (non di emergenza come qualche mese fa, ma di pianificazione della crescita e dello sviluppo).

Il nostro Premier ha messo d’accordo tutti, anche la Merkel.

Con un sorriso smozzicato ha detto, dopo il CONSIGLIO EUROPEO tenutosi a Bruxelles l’altro giorno, che “la crisi esce di scena”; quel sorriso sappiamo tutti che significa, c’é soprattutto la sua mano in questa vittoria,  si sente il sapore “dell’Italia dei valori”  in questa vittoria.

Il nostro Paese torna a casa ha detto Monti “con gli apprezzamenti per la riduzione dello spread e soprattutto per le misure che si stanno mettendo in campo sulla politica economica”.

E’ stato capace di affossare le Agenzie di Rating (il cui giudizio da oggi non pensiamo sia considerato così prezioso dagli investitori)  che hanno declassato l’Italia in serie B,  mentre i mercati hanno invece creduto nella nostre politiche economiche strutturali, messe in campo sapientemente dal Premier.
E’ stato capace di attuare in pochi mesi riforme che in quindici anni i nostri politici non hanno saputo o voluto mettere in atto.

Nessuno lo dice apertamente, ma l’entrata in scena di Monti,  ha salvato prima l’Italia e poi l’Europa.

I vari Sarkozy, Merkel. Trichet, Draghi ecc. ecc. non  hanno saputo mettere freno alla furia della speculazione finanziaria con una politica monetaria idonea, che molto probabilmente  aveva bisogno di interventi profondi e strutturali.  Qualcuno che si chiama Monti ha indicato  “la strada maestra” per uscire dalla crisi: riformare il sistema, rifare le fondamenta del sistema sia in Italia che all’Estero.

I benefici non arriveranno con immediatezza, perchè gli interventi non sono medicine paliative (che fanno subito effetto), ma sono misure che hanno eradicato ed eradicheranno la fonte dei nostri problemi.

A livello europeo c’è il problema il nodo della Grecia da risolvere, in Italia c’è il problema del lavoro ed il credit crunch per le imprese a cui bisogna porre rimedi immediati ed urgenti, ma riteniamo che la crisi si sta diluendo e gli Stati Ue  possano cominciare a pensare con più rapidità a risolvere tali problemi sociali.

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