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Il veto del sindacato blocca le operazioni dell’esecutivo. Camusso convocare i sindacati insieme e non su 230 tavoli.

Presso il Ministero dello Sviluppo economico sono all’incirca 230 i tavoli aperti per cercare una soluzione alle crisi delle PMI.
La Camusso vorrebbe una convocazione unica per tutte le sigle sindacali a cui il premier, a ragione, si è opposto.

Un Veto quello della CGIL senza senso, se correlato al contesto di urgenza in cui si sta muovendo il Governo. Il tutto per salvare circa 300.000 posti di lavoro.

Una convocazione unica, come vorrebbe la Camusso,  richiede tempi lunghissimi per trovare un accordo, e crediamo che le sorti dei lavoratori, a questo punto, stiano più a cuore del Governo che dei Sindacati.

Intanto la FIOM, ha indetto dal 9 gennaio scioperi a livello territoriale di 4 ore contro il contratto del Lingotto.
Anche per questa protesta, si ritiene, non sia il momento adatto: la priorità assoluta è uscire dall’urgenza, allontanarsi dal picco del burrone: gli iscritti alle sigle sindacali, forse, non sono stati ben informati sul rischio Paese, che non solo farebbe perdere il lavoro, ma provocherebbe una crisi irriversibile, visto che i mercati finanziari sono ancora sotto attacco.

Non siamo in un contesto normale di trattativa sindacale, viviamo un’emergenza che deve essere chiara a tutti, senza strumentalizzazioni di sorta.