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Befera spiega i casi in cui il contribuente sará segnalato come possibile evasore.

Il direttore dell’agenzia delle entrate Attilio Befera ha spiegato i casi in cui il contribuente sarà accertato ai fini del rilievo di una eventuale evasione, puntualizzando che l’Amministrazione finanziaria non insegue la ricchezza, ma gli introiti incamerati dagli evasori.

Con il nuovo software Serpico, potenziato dalle informazioni che arriveranno dalle Banche sulle movimentazioni finanziarie del contribuente (non più soggette al segreto Bancario modificato dal decreto salva Italia), ci sará la possibilitá di incrociare i dati del singolo contribuente sotto più punti di vista: reddituale, patrimoniale, delle movimentazioni finanziarie e del redditometro, ossia delle spese che lo stesso sostiene.

Praticamente il software funzionerà come un semaforo: segnalerà i casi di rischio quasi certo di evasione (luce rossa), possibile (luce gialla) nessuno (luce verde).

Un esempio:
un contribuente con reddito di 20.000 euro annuo acquista un auto di 200.000 euro.

  • Chiaramente se l’acquisto è effettuato a saldo, il contribuente dovrà dimostrare dove si è procurato tale somma.
  • Se l’acquisto invece è effettuato con un finanziamento o con un leasing l’esborso annuo deve essere sostenibile all’interno della sua disponibilità reddituale. 

In entrambi i casi il contribuente potrà dimostrare che i genitori o un familiare gli eroga delle somme a titolo di liberalità ed in quel caso potrà essere riconosciuta la sua regolarità fiscale.

Insomma un sistema centralizzato che procurerà molti inviti al contradditorio dei contribuenti, che in ogni caso andranno valutati caso per caso.

Per quanto riguarda gli evasori totali, che ovviamente, non verranno mai rilevati dai sistemi, ha aggiunto che se ne occupa egregiamente già la Guardia di Finanza.