Il Decreto Monti convertito in legge con il ricorso alla fiducia. Ora serve innescare la crescita.

Il decreto Monti Salva-Italia da ieri è legge: è stata approvato in via definitiva con il ricorso alla Fiducia.

Il Senato ha dato il definito via libera al Decreto Monti che é stato convertito in legge.

Manca solo la firma del Capo dello Stato e la pubblicazione in Gazzetta ufficiale.

Nel valore complessivo della manovra, è confermato il forte apporto di nuove tasse, considerato necessario dal nuovo Governo, per il raggiungimento rapido dell’equilibrio dei conti pubblici, effettuato con riforme strutturali, al fine di consentire la riduzione del debito.

Lo Stato incasserà solo nel 2012 circa 26 miliardi a titolo di nuove tasse, pari all’85% della manovra contro il taglio delle spese che sarà di soli  4,6 miliardi pari al 15%.

Per il biennio successivo, ossia 2013-2014,  le entrate previste per il 2013 saranno di 26 miarfi (79%) e per 25,8 miliardi (74%) nel 2014.

A lieve compensazione del peso della manovra sulle imprese ci sono le  prime misure a favore dello sviluppo e della crescita: defiscalizzazione del costo del lavoro ai fini IRAP e premio fiscale per la capitalizzazione delle imprese (A.C.E.) già commentato da questa redazione.

fonte: soluzioni fisco 24.

Il nostro commento:
Consapevoli della necessitá della manovra Monti che desse introiti sicuri, ed al di là di ogni strumentalizzazione politica; credo che ogni italiano ben informato, sarà disposto ai sacrifici per il bene dell’Italia.

Ricordiamo che dopo le dimissioni del Governo Berlusconi l’Italia rischiava il “default finanziario”, ossia il “fallimento” inteso come la impossibilità di rimborsare alla scadenza i titoli di Stato Italiani, e con i tassi che salivano vertiginosamente a creazione di ulteriore e nuovo debito.

Ci auguriamo che saranno varate al più presto altre misure volte principalmente all’aumento dei consumi ed al benessere delle famiglie, con l’aumento delle buste paga e con il varo di provvedimenti volti a riformare il diritto del lavoro, permettendo ai giovani di costruirsi un futuro, che sia in proprio o come subordinati.

Il ciclo virtuoso da innescare può essere uno solo:
  <maggiori disponibilità finanziarie delle famiglie —> <maggiori consumi> —> <maggiore produzione delle imprese> —-> maggiori possibilità occupazionali.

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