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Bilanci: Operazioni per la determinazione dell’utile civilistico, utile fiscale, calcolo delle Imposte, variazioni in aumento e diminuzione.

Siamo nel periodo cruciale per il completamento dei bilanci, alle prese con ardui e sofisticati calcoli per la determinazione delle <>, sia al fine di stabilire <>, sia al fine di determinare <> (su cui gravano anche le suddette imposte) che sarà poi destinato ad essere ripartito tra i soci o destinato a riserve o altro.

Trattasi delle operazioni di calcolo delle IMPOSTE DIRETTE delle società di capitali, tenute al pagamento dell’IRES e dell’IRAP.
E’ sempre bene puntualizzare questa importante distinzione tra:
  1. L’utile o reddito d’esercizio o imponibile fiscale su cui saranno calcolate le imposte.
  2. L’utile <> strettamente legato al primo ma derivante da concetti diametralmente opposti, che stabilisce la somma restante nelle casse sociali quale risultato dall’attività aziendale.
Senza volerci addentrarci nei meanudri delle norme, ci soffermiamo sui concetti chiave di questi due termini.
Il primo, ossia il reddito d’esercizio o utile fiscale,  viene determinato al fine di calcolare le imposte d’esercizio, anticipate, differite, ecc…. che la società dovrà pagare allo Stato, all’Erario. 
Il secondo, utile civilistico o societario, viene determinato per calcolare <> ossia nelle casse sociali a beneficio dei soci. 
E’ utile anche ricordare che dopo aver calcolato le imposte da pagare sull’utile fiscale e cioè sull’utile d’esercizio, queste ultime, vanno <> solo civilisticamente nel conto economico in modo tale da determinare quanto è rimasto <> effettivamente in tasca ai soci, secondo quanto stabilito dal principio generale della veritiera e corretta rappresentazione di bilancio (art. 2423 c.c.).
Il procedimento nelle sue linee logiche:
  1. Determinazione dell’utile civilistico (detto utile ante imposte);
  2. Variazione fiscali da operare sull’utile di cui al punto 1) in aumento o diminuzione per la determinazione del reddito d’esercizio o base imponibile IRES ed IRAP;
  3. Calcolo delle IMPOSTE sulla base imponibile determinata secondo quanto detto al punto 2);
  4. Determinazione dell’utile civilistico (detto utile al netto imposte).
Praticamente durante l’anno abbiamo imputato, per competenza,  a conto economico tutti i costi e tutti i ricavi che ha subito o incamerato la società; la differenza tra tali costi e tali ricavi costituisce quello che rimane in capo ai soci (utile civilistico). 
Non tutti questi costi e ricavi però sono fiscalmente rilevanti, e per tal motivo occorre apportare delle variazioni in aumento o diminuzione al fine di determinare la base imponibile fiscale su cui calcolare le imposte dovute.
Ma come sopra detto non è finita qui, perchè dall’utile civilistico occorre poi togliere le suddette imposte dirette dovute per competenza, per fissare definitivamente quanto rimane in capo alla società e ai soci (utile civilistico al netto imposte).
Le variazioni.
Facciamo due esempi: 
1) Se durante l’anno abbiamo pagato “sanzioni” per ravvedimento operoso a seguito di tardivo versamento di imposte e contributi, esse pur essendo deducibili in capo alla società non sono deducibili per il fisco e quindi bisogna AUMENTARE l’utile civilistico dell’importo pari a tali sanzioni per determinare la base imponibile fiscale.
2) Se durante l’anno abbiamo conseguito una plusvalenza per la cessione di un bene immobile di proprietà societaria, essa pur essendo interamente rilevante  civilisticamente (nell’anno in cui si è conseguita) in capo alla società, fiscalmente è consentito rateizzarla in 5 anni (per un quinto all’anno); in tal caso  occorrerà DIMINUIRE l’utile civilistico dell’importo pari ai 4/5 del plusvalore suddetto per determinare la base imponibile fiscale.

Prossimamente pubblicheremo le principali variazioni in aumento e diminuzione a cui bisogna porre attenzione per un corretto calcolo delle imposte.