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Bancarotta fraudolenta: l’accusa non cade anche se in corso di giudizio si producono fatture non contabilizzate.

La Corte di Cassazione con la Sentenza n. 6191 del 18-02-2011 ha affermato che l’accusa di “bancarotta Fraudolenta” dovuta per la irregolare tenuta della contabilità IVA, non viene meno anche se il fallito, accusato del suddetto reato, produce in corso di giudizio fatture non registrate allo scopo di vedersi sospendere il giudizio penale. L’Imprenditore fallito non evita la condanna per “bancarotta fraudolenta” quando mancano il libro inventari, i libri obbligatori del lavoro, e quando oltretutto i registri IVA siano tenuti secondo metodi non conformi alla normativa vigente ossia siano tenuti in maniera irregolare.
A nulla serve al fine di evitare il suddetto rilievo penale,  produrre in giudizio fatture ed estratti conto, peraltro non pertinenti. 
Infatti tali atti del fallito, con il procedimento in corso non producono la sospensione del processo penale, quando è  pendente il giudizio civile di opposizione alla sentenza dichiarativa di fallimento.
Fonte: Italia oggi.