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Crisi economica: Draghi richiama il governo. Per la stabilità occorre la crescita e il rigore sui conti pubblici.

     Il Governatore Draghi richiama il governo sulla necessità di dare priorità alla crescita economica. I rischi maggiori infatti per la stabilità finanziaria e per le banche derivano dalla debolezza dell’economia italiana e dal basso valore tendenziale di  aumento del PIL. Ancora una volta si afferma il principio economico secondo il quale è inscindibile il  rapporto di causa-effetto tra stabilità finanziaria e crescita economica. E’ quanto mai necessario ha detto, adottare delle politiche che diano maggior impulso alla crescita dell’economia nazionale. Aggiunge, che il rigore dei conti pubblici è essenziale per evitare le tensioni dei mercati che porterebbero all’aumento dei tassi sui titoli di Stato da collocare sul mercato. Risulta necessario mai come adesso continuare con le manovre di consolidamento dei conti pubblici.
Fonte: Redazione Tiscali.

Il nostro commento sulle parole di Draghi è sicuramente non discutibile, abbiamo detto più volte, su questo sito, come il Governatore stia cercando di ribadire questo concetto fondamentale e cercando di spiegare le dinamiche che ci possono danneggiare irreversibilmente. Si veda anche l’articolo Draghi ad Ancora in memoria di Giorgio Fuà.
La necessità del rigore è indiscutibile, quello che contesta però la nostra categoria, a difesa delle imprese e dello stato sociale, sono i modi i termini e i destinatari di tale rigore.
Non è accettabile una manovra correttiva che colpisce lo stato sociale e le piccole imprese, che è causa e conseguenza dell’impossibilità della crescita economica.
Siamo d’accordo con Italia Futura: quindici anni di NON governo ci hanno portato alla recessione, quindici anni dove non si è DECISO.
Siamo diventati un popolo passivo che aspetta gli eventi, che non li decide, un popolo di deboli, che non scende nelle piazze, non scrive, non parla, non studia. 
Quello che serve oggi al nostro paese, al di là della politica, è un governo tecnico di transizione, che traghetti l’Italia in acque più tranquille, guidato da un economista come Draghi.
Ci auguriamo che in caso di crisi di governo il Capo dello Stato disponga in tal senso.
Commento a cura di Rivista Fiscale Web.