Per la ripresa occorre Uno Stato Intelligente.


Sono in agenda provvedimenti che favoriscono la ripresa e la crescita, incentivi automatici per le piccole e medie imprese, quelli che servono, fruibili velocemente.
Danno una sorta di speranza alle PMI per la ripresa economica (si veda il nostro articolo  pubblicato da Rivista fiscale web sulle proposte di governo).

In un nostro scritto ancora precedente avevamo invocato qualche iniziativa di legge per favorire la crescita e favorire le imprese mediante incentivi automatici da fruire con immediatezza come la legge 388 del 2000, che permise il nascere di tante nuove aziende mediante un credito d’imposta disponibile immediatamente sin dal momento dell’acquisto di nuove attrezzature o in caso di incremento della base occupazionale per nuove assunzioni.
 
Allora le nuove imprese spuntarono come funghi e come d’incanto tantissimo sommerso. A fronte di quegli stanziamenti statali, aumentò il gettito fiscale, ritornarono maggiori introiti all’inps, minore disoccupazione, minor utilizzo di ammortizzatori sociali, minor ricorso alla indennità di disoccupazione e quindi in ultimo l’effetto più importante: l’ aumento del PIL; < >.
Un buon investimento, paradossalmente promosso dalla sinistra, che portò molti frutti allo Stato, come chi investe 100 ed ha un ritorno di 300.
Poi cominciarono le restrizioni, perché come al solito, i  furbetti del quartiere, grandi e piccoli, iniziarono  a farne un uso improprio ed illegale, in quanto non tutti, dai controlli effettuati, né avrebbero avuto diritto. Da lì fu disposto  il monitoraggio delle utilizzazioni per verificare eventuali irregolarità e verificarne appunto il diritto alla fruizione.
 
Senza interventi per la ripresa economica, l’Italia che è  già in recessione (si veda l’articolo di quanto ha detto Draghi ad Ancona) rischia la paralisi economica. Siamo al primo posto con la più alta pressione fiscale (rapporto della Banca  Mondiale < >), agli ultimi posti nella scuola, agli ultimi posti come qualità della vita, ai primi come evasione fiscale, ai primi posti come disoccupazione nei Paesi Area Euro,  e come se non bastasse sono stati varati provvedimenti di contrasto all’evasione che colpiranno soprattutto i piccoli imprenditori, mentre i grandi evasori continueranno indisturbatamente nella loro fiorente attività.
 
Desta grande preoccupazione il nostro super debito pubbico,  causato dalla mala politica e non dai cittadini ma saranno questi ultimi, i cittadini, invece a farne le spese, a subire i tagli ai servizi sociali,  agli stipendi ecc.ecc..
 
Come se non bastasse, sono state varate una serie di norme di contrasto all’evasione che impegneranno non poco le piccole e medie imprese in contenziosi tributari a danno della produttività aziendale. Noi siamo il Paese dell’evasione fiscale < <per eccellenza>> ma non era certamente questo il momento migliore per emanare una serie ininterrotta di provvedimenti di polizia tributaria che nell’economia delle aziende  già in crisi, saranno fatali.
Anche tre anni fa c’era una grande evasione fiscale molto maggiore di oggi, soprattutto nelle grandi aziende che raccolgono l’1% della ricchezza nazionale,  evasione che in volume  è molto maggiore del 99% di piccole evasioni. L’altissima evasione fiscale causa l’altissima pressione fiscale, ma finchè i nostri amministratori difenderanno gli interessi dei feudi non saremo mai liberi di poter pagare tutte le tasse. 

 
Crediamo che cercare di abbassare il debito pubblico o mantenerlo stabile sia solo una delle priorità nazionali, ma con questi tagli devastanti per il sociale previsti dalla manovra correttiva, non risolveremo certamente il problema anzi probabilmente bisognerebbe valutare quale sarà il male minore, se uscire dall’Euro o ridurci alla povertà nazionale da terzo mondo. 
 
E’ di oggi 30 novembre 2010 un articolo apparso sul sole 24 ore, che scongiura che Le Borse si accaniscano contro l’Italia, dopo Irlanda, Spagna e Portogallo: una turbolenza di borsa con un rialzo dei tassi non permetterebbe allo Stato Italiano di pagare gli interessi sul debito sovrano.   
Favorire l’aumento del Pil, per diminuire l’incidenza sul debito, ma solo l’incidenza perche’ pensiamo che il nostro super-debito non si abbassera’, < > al rialzo.
Ma l ‘incremento del maggior gettito, diminuzione della disoccupazione, diminuzione dell’utilizzo degli ammortizzatori sociali farebbe aumentare il Prodotto Interno Lordo e il rapporto con il debito potrebbe assestarsi.
Auspichiamo che il Governo vari questi incentivi per la ripresa della produttività e la nascita di nuove aziende.

 

In ultimo vorremmo dire, elimiano gli sprechi e stanziamo dei soldi per le piccole imprese artigiane ed anche commerciali; è vero non ne abbiamo la possibilità, ma a questo punto si aumenti di poco l’esposizione, per favorire la crescita globale.

Non importa in che modo venga fatto, se attraverso il credito d’imposta, attraverso un finanziamento alle nuove imprese, incentivi alle assunzioni, l’importante che sia fruibile con immediatezza per far ripartire la ruota la dove si è bloccata.

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