CREDITO IMPRESE NEWS

Zona franca Sisma Centro Italia: agevolazioni

Il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) ha pubblicato sul sito istituzionale le modalità e i termini per procedere con la presentazione delle istanze di accesso alle agevolazioni in favore delle unità produttive localizzate nella zona franca istituita nei Comuni interessati e colpiti dagli eventi sismici del Centro Italia: nel Lazio, nell’Umbria, nelle Marche e nell’Abruzzo.
La Circolare pubblicata in data 4 agosto 2017 n.99473 disciplina le modalità ed i termini per procedere con la presentazione delle domande per accedere alle agevolazioni sotto forma di esenzioni fiscali e contributive in favore di imprese che svolgono la propria attività o che la avviano entro il 31 dicembre 2017.
La zona interessata e soggetta alle agevolazioni è quella della ZFU Sisma Centro Italia. Per la concessione delle agevolazioni sono disponibili, ben 190.610.000,00 di euro per il 2017, 164.346.000,00 euro per il 2018 e 138.866.000,00 euro per il 2019.
Il decreto-legge n. 50/2017 definisce la perimetrazione della zona franca urbana, che comprende il territorio dei Comuni delle Regioni del Lazio, dell’Umbria, delle Marche e dell’Abruzzo interessati dagli eventi sismici che si sono susseguiti dal 24 agosto 2016.
Per quanto concerne le agevolazioni concedibili, le imprese possono beneficiare delle seguenti agevolazioni fiscali e contributive:
1) esenzione dall’imposta regionale sulle attività produttive;
2) esenzione dalle imposte sui redditi;
3) esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali sulle retribuzioni da lavoro dipendente.
4) esenzione dall’imposta municipale propria.
Tali agevolazioni sono riconosciute SOLO per i periodi di imposta 2017 e 2018 (salvo proroga).
Le domande per richiedere le agevolazioni possono essere presentate a partire dal 23 ottobre 2017. Si ricorda che le istanze, firmate digitalmente, devono essere presentate SOLO mediante modalità telematica tramite la procedura reperibile dalla sezione “ZFU sisma Centro Italia” del sito del Ministero (www.mise.gov.it).

Condividi:
Share




Share